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“Buen viver” contro individualismo si affrontano nel ballottaggio in Ecuador

In aprile, Ecuador deciderà tra due progetti, il “Buen vivir” e quello che riflette l'individualismo ed appoggia i banchieri, considerò oggi il presidente della Coordinatrice dei Movimenti Sociali per la Democrazia ed il Socialismo, Rodrigo Collaguazo. 

 
“Nelle urne si affronterà il programma dei popoli e delle nazionalità, degli esclusi che vogliono la pace ed il pane per tutti gli ecuadoriani, rappresentato da Lenin Moreno e Jorge Glas; e quello della morte, a beneficio dei contrabbandieri, di Guillermo Lasso ed Andres Paez”, affermò in un’intervista con Prensa Latina, il membro dell'assemblea. 
 
Secondo lui, il ballottaggio del 2 aprile deciderà tra la sovranità, l'integrazione regionale e non sottomissione internazionale, o il piano che cerca un paese sottomesso all'imperialismo nordamericano e propulsore della dipendenza. 
 
In quello senso, anticipò che la Coordinatrice decise di mettere in pratica un piano di spiegamento in tutto il territorio dei movimenti sociali ed organizzazioni locali, regionali e nazionali in appoggio alla continuità e consolidamento della Rivoluzione Cittadina ed i suoi 10 anni di risultati per la cittadinanza. 
 
Rappresentazioni della gioventù, casalinghe, agricoltori e settori del quartiere, tra gli altri, si unirono a questa iniziativa, che raggruppa circa 1200 formazioni, precisò. 
 
Per ottenere quell'obiettivo, si sono decisi tre livelli di azione che includono la mobilitazione, iniziata dalla Rete dei Maestri che manifestarono già in strada l’impegno col governo nazionale ed il binomio Moreno-Glas e respinsero le posizioni di Creo e Lasso, con le sue intenzioni di ritornare al neoliberalismo. 
 
Una seconda fase comprende socializzare in tutte le comunità della nazione l'importanza di mantenere ed approfondire gli avanzamenti, come promuovere maggiore inserzione di membri dei settori agrari e dei quartieri al progetto difeso da Alleanza Paese. 
 
La terza tappa cerca di sviluppare tavoli di lavoro riferiti alle proposte da Lenin Moreno in temi di pensione, stimolo all’apprendimento, miglioramenti nella qualità di vita della terza età, ed altre, con la finalità di ottenere la sua rapida messa in pratica una volta che il binomio filo-governativo abbia vinto il ballottaggio, dal momento che non si prevede un altro scenario. 
 
In questo stesso contesto, il coordinatore del Movimento 30-S, Javier Pozo, aggregò a Prensa Latina che quelli che difendono il progetto di un paese per tutti faranno un “lavoro da formichina”. 
 
“Sono in gioco due obiettivi, due piani, il passato del furto e le attuali otto idroelettriche in funzionamento, di vie carrozzabili nel peggiore stato dell'America Latina ed ora le migliori vie della regione, e quello di 300 borse di studio a quasi 20000 studenti nel presente”, enfatizzò. 
 
Per Pozzo, si tratta “della prepotenza del passato nefasto di fronte a questo presente di opere per il popolo ecuadoriano”. 
 
Entrambi i dirigenti coincisero in un appello alla popolazione per riflettere sulle opzioni e sollecitarono una vittoria più schiacciante di quella del 19 febbraio, quando nel primo turno Alleanza Paese guadagnò la maggioranza nell'Assemblea Nazionale e con i parlamentari andini e con il presidenza, benché non col percento necessario. 
 
Un totale di otto binomi si presentarono a questo primo turno delle elezioni generali, vinte da Moreno-Glas, con il 39,35% delle schede ed un margine di differenza di più di 11 punti percentuali sulla seconda coppia più votata, Lasso-Paez (28,10%). 
 
Secondo gli statuti, per dichiarare un vincitore assoluto bisogna aver ottenuto più del 50% dei voti o un minimo del 40% più una differenza di almeno 10 punti rispetto al secondo posto. 

Sinay Cespedes Moreno, corrispondente di Prensa Latina in Ecuador