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Ivan Cepeda: applicazione di patto di pace ha bisogno di un gran impulso

Il senatore colombiano Ivan Cepeda ha sottolineato oggi che l'applicazione degli accordi con le FARC-EP, ancora incipienti, ha bisogno di un gran impulso e che saranno i settori amanti della pace che dovranno appoggiarla e difenderla dai suoi avversari. 

 
Rimane ancora inoltre molta strada nell'ambito normativo per inoltrare e sancire le leggi indispensabili nell'attuale tappa, è necessaria creare le condizioni per la nuova incorporazione piena dei membri di questa guerriglia nella vita civile, commentò il legislatore in dichiarazioni a Prensa Latina. 
 
Cepeda spiegò che benché nel Congresso fossero promosse norme importanti, ne mancano ancora alcune che costituiscono la base dei patti tra il Governo e le Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia-Esercito del Popolo (FARC-EP), come quelle che concernono la riforma rurale integrale, la sostituzione di coltivazioni di uso illecito e lo sviluppo della riforma politica. 
 
In relazione con le zone e punti transitori di normalizzazione -aggregò -, dove sono concentrati gli antichi combattenti, sono evidenti i ritardi nella costruzione delle installazioni e l'adattamento di detti adiacenze affinché siano abitabili. 
 
Il parlamentare e riconosciuto difensore dei diritti umani ha insistito sul fatto che terminare le opere negli accampamenti provvisori dentro 14 dipartimenti deve essere una priorità; inoltre, bisogna cominciare a prevedere o progettare come sarà il funzionamento di detti spazi una volta terminato il disarmo degli insorti. 
 
Il governo e le FARC-EP dovranno arrivare ad un assestamento sulla continuità di tali scenari ed anche sul seguito che verrà, sottolineò il congressista, uno dei promotori dei dialoghi con l'insorgenza. 
 
Riferendosi alle minacce fatte sulle gestioni allertò nuovamente che ci sono settori interessati in evitare e sabotare l'implementazione di tutto quello che si è concertato. 
 
Esistono forze che perseguono la continuità della guerra e che hanno fatto innumerabili sforzi per ostacolare che il processo pacificatore arrivi fino al punto nel quale si trova in questo momento, denunciò. 
 
Secondo lui, benché sia desiderabile o ideale un consenso nazionale, sono i simpatizzanti della pace che dovranno creare le condizioni affinché sparisca definitivamente il conflitto in tutte le sue espressioni. 
 
Il passato 24 novembre il presidente Juan Manuel Santos ed il leader delle FARC-EP, Timoleon Jimenez, sottoscrissero il trattato definitivo col quale si impegnarono a terminare i confronti e le ostilità dopo più di mezzo secolo di lotte tra le due parti. 
 
Adesso, manca un accordo simile con l'Esercito di Liberazione Nazionale altrettanto ribelle (ELN), meno numeroso della prima guerriglia ma attivo da mezzo secolo. 
 
Riferendosi alle sfide delle prossime elezioni presidenziali del 2018, Cepeda ammise che i suffragi ed i loro risultati avranno indubbiamente una ripercussione nelle politiche di pace, ma anticipò che i gruppi di sinistra e progressisti saranno mobilitati per scegliere un governante che garantisca la loro continuità. 
 
L'accordo di novembre ha provocato già cambiamenti nei territori e non sarà semplice cambiare i risultati raggiunti, enfatizzò. 
 
La guerra ha lasciato circa 300 mila morti, quasi sette milioni di sfollati dai loro luoghi di origine ed almeno 60 mila scomparsi. 
 
Circa sette mila guerriglieri delle FARC-EP sono riuniti nei menzionati punti e nelle zone dove abbandoneranno l'armamento e si prepareranno per la loro nuova incorporazione nella società. 
 
Adalys Pilar Mireles, corrispondente di Prensa Latina in Colombia