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Palestina esige nell’ONU fine di occupazione israeliana

Nazioni Unite, 20 apr (Prensa Latina) L'osservatore permanente della Palestina presso l'ONU, Riyad Mansour, ha esatto oggi nel Consiglio di Sicurezza la fine dell'occupazione israeliana come una via per sgombrare la strada verso la stabilità nel Medio Oriente.

 
“Nel cuore dell'instabilità della nostra regione rimane senza speranza la questione palestinese, una grave ingiustizia che genera sofferenza e minaccia la pace e la sicurezza internazionali”, ha affermato in un dibattito aperto del Consiglio per abbordare la situazione nel Medio Oriente. 
 
D’accordo col diplomatico, urge rispondere ad una delle principali cause fondamentali del problema, l'occupazione iniziata da Israele nel 1967, aggravata  dalla colonizzazione mediante insediamenti ebrei di Cisgiordania, includendo Gerusalemme Orientale. 
 
Mansour affermò nella riunione dell'organo di 15 membri, presieduto questo mese dagli Stati Uniti che con la sua posizione, gli occupanti negano al popolo palestinese il suo diritto inalienabile alla libertà, all'autodeterminazione ed alla soluzione giusta sul tema dei milioni di rifugiati. 
 
Al rispetto, ha insistito nella responsabilità del Consiglio di Sicurezza di trovare un'uscita politica al conflitto e di preservare vigente l'opzione dei due Stati. 
 
Nel suo intervento, l'ambasciatore palestinese denunciò la mancanza di rispetto dell'Israele verso le decisioni del Consiglio dirette a strasvolgere l'attuale scenario, tra cui la risoluzione n.2334, adottata nel dicembre scorso, che chiede la sospensione della costruzione di nuovi insediamenti ebrei in Cisgiordania. 
 
Da parte sua, il rappresentante dell'Israele qui, Danny Danon, negò che il suo paese sia responsabile del caos nella regione e reiterò le accuse che nell'ONU c'è una campagna contro Tel Aviv. 
 
Ig/wmr