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A 25 anni dai massacri, respingono indulto ad ex presidente peruviano

Lima, 17 lug (Prensa Latina) I parenti delle vittime di uno dei massacri per i quali è in carcere l'ex presidente Alberto Fujimori respinsero il possibile indulto presidenziale al recluso, evocando il massacro di 25 anni fa. 

 
Tale ripudio è stato il principale contenuto del tributo alle vittime, del sequestro, della tortura e della morte di nove alunni ed un professore dell’Università di Educazione Enrique Guzman y Valle, La Cantuta, il 18 luglio 1992. 
 
I parenti visitarono le tombe degli assassinati, tra i quali mancano ancora cinque corpi, che continuano desaparecidos.
 
Il sacerdote cattolico che ha celebrato la messa per i caduti, Luis Felipe Zegarra, segnalò che “furono assassinati vilmente in un atto che non merita nessun perdono”, mentre Carmen, gemella dell’assassinato Armando Amaro, disse che l’indulto sarebbe una mancanza di rispetto. 
 
I parenti annunciarono che domani faranno un sit-in davanti al Palazzo di Giustizia, e segnalarono che insieme ad organizzazioni dei diritti umani e parenti di altre vittime chiederanno un’udienza al presidente Kuczynski sull’indulto. 
 
Intanto, la ministra di Giustizia, Marisol Perez Tello, presidiò ieri un atto di omaggio alle 25 vittime dell’attentato esplosivo contro il vicinato di via Tarata, nell’esclusivo distretto di Miraflores, sempre 25 anni fa. 
 
Il massacro dell’Università La Cantuta è stata una rappresaglia per quell’attentato commesso due giorni prima. I militari di un gruppo illegale di sterminio agirono per il sospetto che gli universitari fossero stati membri del gruppo armato Sendero Luminoso, fatto che poi fu scartato dal tribunale che condannò Fujimori. 
 
Ig/mrs

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