“Sei sempre stato il vessillo dei nostri lavoratori e della nostra gioventù nelle lotte rivoluzionarie”, ha affermato il capo dello Stato su Twitter.
Ha commentato che Mella è anche una “bandiera incoraggiante, esemplare, vittoriosa ed invincibile della rivoluzione socialista cubana”.
“Il nostro tributo è per lui oggi e sempre”, ha aggiunto.
Battezzato come Nicanor McPartland y Diez, Julio Antonio Mella nacque a L’Avana e morì a Città del Messico prima di compiere 26 anni, dopo essere stato colpito due volte con un revolver.
Giornalista e rivoluzionario, fondatore del Primo Partito Comunista Cubano, dell’Università Popolare José Martí, della Lega Antimperialista e della rivista Alma Mater, Mella si oppose all’interferenza degli Stati Uniti a Cuba ed a tutte le idee annessioniste. Fu perseguitato e detenuto per il suo attivismo politico.
Nel 1928, in Messico, incontrò la fotografa e combattente rivoluzionaria italiana, Tina Modotti, con la quale ebbe un’intensa relazione amorosa che durò solo quattro mesi, quando fu assassinato alle spalle dai sicari di Machado il 10 gennaio 1929. Le sue ultime parole che ci ha lasciato in eredità sono state: “Muoio per la Rivoluzione”.
Ig/raj
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