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Accusa contro Correa: nuovo caso di persecuzione politica

Come un altro caso di persecuzione contro leader progressisti in America latina, considerano oggi alcuni politici ed accademici della regione le azioni giudiziali intraprese contro l'ex capo di Stato ecuadoriano, Rafael Correa. 

 
Questa settimana la giudice Daniela Camacho ha deciso di decretare prigione preventiva per l'ex mandatario per l'ipotetico sequestro nel 2012 dell'allora legislatore Fernando Balda, ed ha fatto emettere l'allerta rossa dell’Interpol affinché sia fermato ed estradato a Quito. 
 
“È in corso un piano regionale sistematico che criminalizza il progressismo in America Latina e realizza golpe di Stato morbidi con gli Stati Uniti alla direzione”, ha affermato il Premio Nobel della Pace Adolfo Perez Esquivel nel suo account di Twitter. 
 
Con questa opinione ha coinciso il presidente del Venezuela, Nicolas Maduro, che ha ricordato i casi degli ex mandatari Cristina Fernandez, dell'Argentina, e Luis Inacio Lula da Silva, in Brasile. 
 
Lula si trova incarcerato da 90 giorni, accusato di delitti che non ha commesso, in una manovra che cerca di inabilitarlo per le prossime elezioni presidenziali, dove risulta essere il primo in tutte le intenzioni di voto. 
 
“Prima Cristina. Quindi Lula. Ora Rafael Correa. Cessi la persecuzione contro leader autentici della Nostra America”, ha scritto Maduro nelle reti sociali. 
 
In reiterate occasioni, Correa ha manifestato che le autorità non possiedono prove per vincolarlo al caso Balda ed ha insistito in che si tratta di un complotto contro di lui. 
 
Dalla Bolivia, il presidente Evo Morales ha affermato la sua solidarietà col leader della Rivoluzione Cittadina ed ha denunciato la politicizzazione della giustizia ecuadoriana e l'intenzione di imprigionare ad un innocente. 
 
“Ci dispiace che difensori dei popoli che hanno lottato per difendere i diritti di gente semplice ed umile, oggi stiano essendo perseguiti”, ha dichiarato, da parte sua, il cancelliere boliviano, Fernando Huanacuni. 
 
Anche l'ex presidente honduregno Manuel Zelaya ha espresso il suo appoggio a Correa davanti a questa “caccia alle streghe”. 
 
Zelaya è stato abbattuto nel 2009 da un golpe di Stato orchestrato dall'oligarchia, con l'appoggio degli Stati Uniti. 
 
“Una nuova offensiva carica di infamia e calunnia si lancia contro il presidente Rafael Correa”, ha scritto Zelaya in twitter. 
 
Inoltre, Rafael Correa ha ringraziato per la solidarietà espressa dall'ex mandatario brasiliano Luis Inacio Lula da Silva davanti all'ordine di prigione preventiva emessa contro di lui. 
 
“Compagno Lula: potranno imprigionare i nostri corpi, ma non i nostri ideali!. Vinceremo!”, ha risposto Correa ad un messaggio di Lula, pubblicato nella rete sociale Twitter, nel quale ha manifestato la sicurezza che finalmente la giustizia trionferà ed i popoli dell'America Latina decideranno democraticamente il loro futuro. 
 
Inoltre, ha aggiunto: “Grazie, compagno Lula. Non potranno contro le nostre montagne di dignità, verità e giustizia”. 
 
L'avvocato difensore di Correa, Caupolican Ochoa, ha affermato che ricorrerà presso la Procura Generale dell'Ecuador e denuncerà gli arbitri ed irregolarità commesse durante il processo. 

Carmen Esquivel, responsabile della redazione Sud America di Prensa Latina