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Venezuela difende la storia regionale di fronte alle dichiarazioni di Duque

Venezuela difende la legittimità della storia della regione davanti alle recenti dichiarazioni di gratitudine del presidente colombiano, Ivan Duque per la partecipazione degli Stati Uniti nell'emancipazione colombiana. 

 
A proposito della recente visita a Cartagena del sottosegretario nordamericano, Mike Pompeo, il mandatario ha inviato un messaggio di gratitudine alla nazione settentrionale per il suo appoggio alla libertà della Colombia, che ha sconcertato i diplomatici ed i politici venezuelani. 
 
“200 anni fa l'appoggio dei padri fondatori statunitensi alla nostra indipendenza è stato cruciale, per questo fatto ricevere la sua visita ci riempie di allegria e di onore, precisamente quest’anno, che è quello del Bicentenario”, ha scritto Duque in Twitter. 
 
Le reazioni alle parole del capo di Stato confermano che lui ignora una delle più famose tappe della liberazione del suo territorio: il ruolo di Simon Bolivar e dei suoi connazionali. 
 
Al rispetto, la vicepresidente venezuelana, Delcy Rodriguez, ha sottolineato che queste dichiarazioni ratificano la subordinazione di Bogotà agli interessi di Washington, nella loro confabulazione per attaccare Venezuela. 
 
Alla fine, una profonda e supina ignoranza esce alla luce e permette di capire i vergognosi livelli di sottomissione a Washington. “Siamo orgogliosi che una stessa spada ci ha dato la libertà e l'indipendenza!”, ha scritto la vice mandataria nella rete sociale citata. 
 
La dignità colombiana è macchiata dalle sue oligarchie e dai suoi governanti, ha inoltre sottolineato. 
 
Da parte sua, il vice cancelliere Yuri Pimentel ha ricordato le parole del generale Pablo Morillo al re di Spagna in marzo del 1816, come evidenza storica dell’appoggio venezuelano all'emancipazione della Colombia. 
 
“Cartagena ha potuto resistere fino all’impossibile per i venezuelani. (...) Eccellentissimo signore, tutto è opera dei venezuelani. Nel loro territorio sono delle fiere risolute, e costerà molto sangue e molti tesori poterli vincere”, scrisse all’epoca il militare spagnolo. 
 
Colombia non nacque nella Valle dal Cauca, né sulla costa di Cartagena, né sulle rive del Meta, né nei raffinati saloni dell'oligarchia di Bogotà. Colombia è nata in Guayana, di fronte all'Orinoco, dall'ispirazione di Miranda, e dal genio di Simon Bolivar, ha aggiunto da parte sua il vice cancelliere William Castillo. 
 
“Senza Bolivar, senza gli abitanti della pianura di Paez, senza gli schiavi liberti che hanno attraversato a piedi le Ande per liberare il paese vicino e fare pressioni su un’élite vigliacca ed interventista, che adorava un Re caduto, Colombia oggi non sarebbe una Repubblica”, ha enfatizzato il diplomatico in Twitter. 
  
Queste dichiarazioni ricordano le parole dello stesso Bolivar nella Lettera della Giamaica dove si riferisce “all’immobilità dei fratelli del nord”. 
 
I fatti dimostrano che gli Stati Uniti dichiararono una vergognosa neutralità, che hanno violato reiteratamente ed esclusivamente per appoggiare gli interessi dell'allora impero spagnolo, ostacolando in questa maniera la libertà dei popoli sud-americani, ha sentenziato un comunicato ufficiale emesso da Caracas. 
 
D’accordo col testo, le parole di Duque costituiscono un'aberrazione storica, la subordinazione dell'attuale governo della Colombia agli interessi statunitensi, al punto di pretendere tergiversare l'eroica epopea diretta dal Libertador. 
 
“Venezuela reitera il suo rifiuto alle irresponsabili dichiarazioni di Ivan Duque e denuncia un'altra volta davanti alla comunità internazionale l'uso del territorio colombiano per generare un'aggressione contro di lui”, ha concluso la dichiarazione. 
 
Elizabeth Borrego Rodriguez, corrispondente di Prensa Latina in Venezuela