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La musica: un pretesto per unire gli sforzi dopo il tornado a Cuba

L'Avana, 4 feb (Prensa Latina) La cultura si erige oggi come redentrice e consolatrice, col concerto speciale “Habana de Pie”, dedicato a riscuotere fondi per le vittime del tornado, che ha colpito questa capitale il 27 gennaio.

 
Una ventina di artisti cubani si sono uniti all'iniziativa che vuole, dall'arte, apportare al recupero del territorio e sollevare gli animi dopo l'inaspettato e devastatore evento. 
 
“Quello che arricchisce la cultura di un paese è il suo popolo e noi come ambasciatori delle arti abbiamo il dovere di fare tutto il possibile per quelle persone che hanno tanto bisogno di aiuto, e la miglior forma di farlo è con la musica”, ha affermato Telmary, in esclusiva per Prensa Latina. 
 
L'interprete ha risaltato che sabato la musica si è trasformata in un pretesto, “perché adesso il più importante sono le persone che hanno perso tutto, neanche i nostri nomi sono importanti, si può dire che è un concerto anonimo per tutti quei nomi che oggi sono nella lista dei disastrati”. 
 
Come ha spiegato l'artista, nominata ai Grammy nel 2018, questo incontro non persegue fomentare la popolarità degli artisti, né degli organizzatori, tutto quello che viene donato va direttamente per i disastrati.
 
Tra le voci che si sono unite all'iniziativa troviamo, oltre a Telmary ed il suo gruppo Habana Sana, il cantante Raul Paz, il musicista Alain Perez, il cantautore Raul Torres, il gruppo Interactivo, il progetto Yissy Banda Ancha, Toques de Rio ed il gruppo di jazz Real Project. 
 
Altri artisti che si sono sommati alla presentazione sono stati Daymè Arocena, Idania Valdes, il musicista David Blanco, dj Bo, dj JohnEx, il duo Pauza e l'argentino Rodrigo Sosa. 
 
D’accordo con uno degli organizzatori dell'incontro, Alejandro Palmarola, vari progetti, iniziative locali ed aziende private e statali si sono unite all'idea di apportare al recupero dei disastrati, dai quartieri fino agli scenari. 
 
Inoltre, diverse istituzioni, progetti socioculturali comunitari e reti di attivisti organizzano collette di alimenti, acqua e vestiti, sviluppano iniziative culturali ed arrivano fino ai quartieri colpiti per collaborare. 
 
Emergono tra loro, la Facoltà di Comunicazione dell'Università di L'Avana, il CENESEX, l'Agenzia Latinoamericana Prensa Latina, la Fabbrica dell’Arte Cubana, l’Associazione Hermanos Saiz ed il Consiglio Nazionale delle Arti Plastiche. 

 
Ig/lbl