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USA preparano ancora più sanzioni contro Cuba e Russia per appoggio al Venezuela

Washington, 6 mag (Prensa Latina) L'amministrazione del presidente statunitense, Donald Trump, sta preparando nuove sanzioni contro Cuba e Russia con l'argomento dell'appoggio di entrambi i paesi al Governo costituzionale del Venezuela, come ha indicato oggi un funzionario statunitense. 

 
Elliott Abrams, una controversa figura che si sdebita come inviato speciale del governo di Trump per il paese sud-americano, ha inoltre manifestato al portale digitale conservatore Washington Free Bacon che Washington sta considerando anche le opzioni militari in quella nazione. 
 
Metteremo ancora più sanzioni, vedranno nelle prossime settimane i passi addizionali che stiamo preparando, ha affermato il funzionario in un’intervista, benché si rifiutasse di discutere in che cosa consisterebbero le nuove misure. 
 
Secondo questa fonte, alte figure del Governo statunitense mantengono conversazioni regolari con Juan Guaidò, deputato dell'Assemblea Nazionale dichiarata in oltraggio, che si è auto-proclamato presidente interino del Venezuela nel gennaio scorso, e che gli Stati Uniti riconoscono come tale. 
 
Guaidò ha diretto la settimana scorsa un tentativo di golpe di Stato contro il mandatario Nicolas Maduro che Washington tenta espellere dall’incarico col suo appoggio al menzionato legislatore oppositore, l'imposizione di punizioni economiche ed altre sanzioni. 
 
Secondo Abrams, in mezzo a questa situazione “gli Stati Uniti assumono la responsabilità di giudicare Russia e Cuba per il loro appoggio continuo a Maduro”, perché il governo di Trump usa l'argomento che Mosca e L'Avana contribuiscono a che il capo di Stato venezuelano si mantenga nell’incarico. 
 
In questo modo, Washington ignora la volontà degli elettori venezuelani, perché nei suffragi di maggio del 2018 Maduro è stato rieletto col 68% dei voti. 
 
Secondo Abrams, oltre ai passi già presi contro la maggiore delle Antille,  “ce ne sono altri che siamo disposti a prendere e prenderemo”; ed ha aggiunto che, nel caso della Russia, “abbiamo una lista di opzioni”. 
 
 
Ig/mar