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Brasile non merita le parole d’odio di Bolsonaro, afferma Lula

Brasilia, 30 lug (Prensa Latina) L'ex presidente Luiz Inacio Lula da Silva ha detto che Brasile non merita ascoltare le parole di odio di Jair Bolsonaro, che ha sentenziato di conoscere nei dettagli come si torturava ed ammazzava durante la dittatura militare (1964-1985). 

 
“Nulla può ricompensare il sacrificio di tuo padre, il mio caro Felipe (Santa Cruz), né la brutale offesa che un'altra volta l’ha massacrato”, ha scritto l'ex dirigente operaio, dalla sua prigionia politica a Curitiba, capitale dello stato meridionale del Paranà, al presidente dell'Ordine degli Avvocati del Brasile (OAB). 
 
Felipe è figlio dello scomparso Fernando Augusto Santa Cruz de Oliveira, assassinato dalle forze armate nel 1974, come lo testimonia un documento segreto dell’Aeronautica. 
 
Nonostante, il presidente brasiliano, Jair Bolsonaro, ha osato dire che Fernando è stato ucciso da un gruppo armato di sinistra e non dai militari. 
 
“Chi è l’OAB? Se un giorno il presidente dell'OAB vorrà sapere come suo padre è scomparso nel periodo militare, glielo racconto. Non vuole ascoltare la verità. Perché io posso raccontarlo”, ha detto sarcasticamente il politico di estrema destra. 
 
Felipe Santa Cruz ha commentato al riguardo nelle reti sociali: “Mia nonna è appena scomparsa con 105 anni senza sapere come suo figlio sia stato assassinato. Se il presidente conosce cosa sia successo per aver vissuto questo caso e quelli di tutti gli altri scomparsi, noi, le famiglie delle vittime vogliamo sapere”. 
 
La lettera di Lula, in tono emotivo, ha difeso Felipe, Fernando e tutte le persone perseguite dalla dittatura: “È come se avesse violentato un'altra volta tuo padre, e con lui tutte le vittime della dittatura”. 
 
Ig/ocs