Agenzia di stampa latinoamericana Prensa Latina - Inicio

Ex presidente Correa: non mi fido della giustizia dell'Ecuador

Quito, 9 ago (Prensa Latina) L'ex presidente Rafael Correa ha espresso la sua sfiducia nella giustizia dell'Ecuador, per questo che oggi non lo sorprende l'ordine di prigione dettata da una giudice contro di lui.  

 
Vittima di questo nuovo capitolo di persecuzione giudiziale e politica, Correa ha reagito alla decisione della magistrata Daniella Camacho di imporre prigione preventiva per lui e per gli altri ex funzionari del suo Governo, come parte del denominato caso Bustarelle 2012-2016. 
 
L'ex capo di Stato ha anticipato in un’ intervista con HispanTV che non aveva nessuna speranza che la giudice Camacho modifichi la sua sentenza. 
 
“Questo cambierà solo quando cambierà la situazione politica del paese”, ha affermato il mandatario (2007-2017), su cui pesa già un'ordine di prigione per essere il presunto autore del plagio dell'ex legislatore Fernando Balda, nel 2012. 
 
Ha spiegato che si difenderà attraverso i suoi avvocati da questa nuova accusa che consta di 11 elementi per imputarlo, tra questi, un deposito di sei mila dollari nel suo conto bancario. 
 
Il suo avvocato, Fausto Jarrin, ha chiarito che questi fondi sono di origine lecita e che erano un prestito che è stato cancellato completamente. 
 
“Avevo il conto in rosso, ed ho chiesto prestati sei mila dollari dal fondo solidale che avevamo nella Presidenza (creato con i nostri stessi apporti) e l’ho pagato fino all'ultimo centesimo”, ha scritto Correa pubblicando la foto che dimostra la liquidazione del debito. 
 
Jarrin ha segnalato che durante l'indagine, la Procura non ha potuto dimostrare nessuna connessione con fatti illegali. 
 
Durante le dichiarazioni al canale televisivo, ha ricordato che il presidente Moreno -che considera essere un corrotto – è sotto indagine per lo scandalo degli INApapers. 
 
In un altro momento, Correa ha manifestato la sua fiducia che per il 2021 le elezioni in Ecuador siano trasparenti, per questo che il suo gruppo politico si prepara per la lotta in un paese che è in crisi. 
 
 
Ig/dfm