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A dispetto del rifiuto internazionale, Turchia giustifica operazione in Siria

Ankara, 9 ott (Prensa Latina) A dispetto del rifiuto internazionale, il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, ha insistito oggi nel giustificare i bombardamenti e le operazioni militari in Siria, con la supposta necessità di neutralizzare minacce terroristiche e permettere il ritorno in questo paese dei rifugiati. 

 
Attraverso il suo profilo nella rete sociale Twitter, il mandatario ha confermato l'inizio dell'Operazione Fonte di Pace nel nord di Siria, con l'argomento di combattere le milizie curde e l’Isis. 
 
“La nostra missione è evitare la creazione di un corridoio terroristico attraverso la nostra frontiera meridionale e portare pace nella regione. L'Operazione permetterà di neutralizzare minacce terroristiche contro Turchia e porterà allo stabilimento di una zona sicura che faciliterà il ritorno dei rifugiati alle loro case. Tenteremo di preservare l'integrità territoriale di Siria”, ha scritto. 
 
Da parte sua, il Ministero della Difesa turco ha comunicato che, ore prima di iniziare l'azione militare, hanno informato gli Stati Uniti, Germania, Francia, Italia, Regno Unito, Russia, la NATO e le Nazioni Unite. 
 
Mediante un comunicato, Siria ha condannato le aggressioni contro di lei ed ha riaffermato che affronterà con tutti i mezzi legittimi qualunque operativo militare turco nel suo spazio territoriale. 
 
“Ratifichiamo l'inviolabilità, la sovranità e l'unità del nostro territorio, e riaffermiamo la determinazione di affrontare con tutti i mezzi qualunque aggressione turca”, ha dichiarato il Ministero siriano di Relazioni Estere. 
 
La condotta aggressiva del governo di Erdogan è ingiustificabile e dimostra le sue ambizioni espansioniste, aggiunge il testo. 
 
Inoltre, segnala che se Turchia “vuole in realtà la sicurezza delle sue frontiere solo deve compiere l'Accordo di Adana, firmato tra i due paesi nel 1998”. 
 
D'altra parte, il governo siriano ha colpevolizzato le milizie armate curde di quello che sta succedendo nella regione orientale del fiume Eufrate, dovuto alla loro complicità con il progetto statunitense. 
 
“Abbiamo allertato ripetutamente queste organizzazioni sui pericoli di questo progetto ed abbiamo chiesto loro che smettessero di essere uno strumento al servizio degli Stati Uniti, ma hanno continuato l’alleanza con gli USA”, ha riaffermato la dichiarazione. 
 
Nelle ultime ore organismi internazionali e paesi come Russia hanno espresso la loro condanna per le azioni della Turchia e per i tentativi degli Stati Uniti di destabilizzare Siria. 
 
Ig/gas