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Violenza in Bolivia conferma piano golpista degli USA

L’occupazione e l’incendio degli uffici del Tribunale Elettorale Dipartimentale di Potosì ed azioni violente contro gli arbitri delle elezioni a Tarija, Chuquisaca, Oruro e La Paz confermano le denunce dei piani golpisti degli Stati Uniti contro Bolivia. 

 
“Se Evo Morales vince le elezioni questo 20 ottobre un governo di transizione civico-militare prenderà il suo posto. Questo nuovo governo non riconoscerà la vittoria elettorale di Evo e denuncerà una supposta frode durante i suffragi”, ha descritto il portale “Nicaragua Ribelle”. 
 
La pubblicazione digitale formula questa denuncia sotto il titolo di “L'Ambasciata di #EE.UU: a La Paz continua il suo agire insabbiato in #Bolivia per appoggiare il Colpo di Stato contro il presidente Evo Morales”. 
 
Il portale sottolinea che per giustificare l'instaurazione di un governo parallelo nel potere, l'opposizione deve creare un clima di instabilità nel paese sud-americano. 
 
Con questo scopo, aggiunge, le forze oppositrici attraverso i comitati civici ed in alleanza con la denominata Coordinatrice Nazionale Militare sta preparando una truppa di scontro di giovani per portare principalmente a termine azioni violente nelle città di Santa Cruz ed a La Paz. 
 
Secondo Nicaragua Ribelle, questi gruppi si inserirebbero nelle proteste convocate con l'ordine di provocare confronti violenti con la polizia, come è accaduto a Santa Cruz durante la chiusura di campagna del Movimento al Socialismo (MAS). 
 
Simultaneamente, spiega la fonte, succederebbe un sollevamento militare, con azioni organizzate dalla Coordinatrice Nazionale Militare con l'appoggio dell'Unione dei Militari Ritirati di Santa Cruz. 
 
Questa ultima città sarebbe la sede del denominato governo di transizione per consolidare i piani oppositori di dividere il paese in due fronti: Occidente ed Oriente, fatto che genererebbe un caos e fino ad una possibile guerra civile, spiega Nicaragua Ribelle. 
 
Riferendosi ai preparativi di questa operazione, il portale segnala che da Miami sono partiti verso il porto cileno di Iquique, vicino alla Bolivia, imbarcazioni cariche di armi ed approvvigionamenti dentro container, il cui contenuto dichiarato è “miscellanea”. 
 
Persone non vincolate all'opposizione sono state reclutate e contrattate con il solo proposito di apportare i loro nomi e ritirare i container del porto. 
 
Nicaragua Ribelle ha precisato che il cittadino boliviano Juan Carlos Rivero è l’incaricato di comprare le armi negli Stati Uniti e farle arrivare alla Coordinatrice Nazionale Militare in Bolivia. 
 
Aggiunge che Rivero è vincolato direttamente al politico Manfred Reyes, radicato negli Stati Uniti e vincolato all'ambasciata di Washington a La Paz. 
 
Questo oppositore neoliberale riapparve recentemente nella scena boliviana, quando nell'ultima settimana della campagna elettorale ha pubblicato sulle reti sociali un messaggio in appoggio al candidato di Comunidad Ciudadana (CC), Carlos Mesa. 
 
Indica il mezzo digitale che l'ambasciata ha continuato permanentemente la consegna delle armi ed approvvigionamenti attraverso collaboratori segreti, e con quell'obiettivo si è riunito in maniera segreta con figure dell'opposizione boliviana. 
 
Precisa il portale che il contenuto fondamentale di queste conversazioni è stato il finanziamento ed assistenza alle azioni pianificate, e sottolinea che tra questi interlocutori uno dei principali è il presidente del Comitato Civico di La Paz e, Jaime Antonio Alarcon. 
 
 
 
IL PREZZO DEI VOTI 
 
D’accordo col Nicaragua Ribelle, i comitati civici, che recentemente hanno realizzato proteste antigovernative a Santa Cruz, La Paz, Cochabamba e Potosì sotto la denominazione di Consiglio comunale, hanno assunto cittadini boliviani per comprare voti a favore dell'aspirante di CC per il valore di 50 dollari per ogni elettore. 
 
Il pagamento si portava a termine dopo aver realizzato la votazione, e per questo il contrattato doveva mostrare una foto con la scheda marcata. 
 
“Che non ci tentino di sorprendere né ingannare i grandi mezzi di destra questo lunedì 21 ottobre con un supposto sollevamento ‘popolare spontaneo’, conclude la pubblicazione, ricordando che allo stesso modo e con false notizie hanno voluto occultare nel 2018 il tentativo di golpe di stato contro il governo sandinista in Nicaragua. 
 
Recentemente, il settimanale di analisi politica “La epoca” ha messo in allerta sulla presenza nel dipartimento di Santa Cruz di una squadra di esperti civili e militari diretti da George Eli Birnbaun, consulente politico statunitense, con lavori realizzati nel Senato di Washington. 
 
Nel suo curriculum, aggiunge il settimanale, ci sono missioni compiute con successo in più di 15 opportunità nei cinque continenti, per cui è arrivato ad essere capo di gabinetto del primo ministro d'Israele, Benjamin Netanyahu, oltre a lavorare con Arthur Finkestein, disegnatore di strategie per i repubblicani negli Stati Uniti. 
 
Birnbaun, inoltre, ha diretto la squadra della campagna politica di Martha Lucia Ramirez, vicepresidentessa della Colombia, ed ha applicato la strategia delle false notizie, conclude “La epoca”. 
 
Da parte sua, il co-direttore del Centro Latinoamericano di Analisi Strategica, Alvaro Verzi, dettaglia la missione di Birnbaun a Santa Cruz, nell'articolo “USA gesta un golpe in Bolivia, se non ci sono voti ricorre agli stivali militari”, pubblicato in Rebelion. 
 
Il sociologo ed analista politico spiega che l'esperto in sovversione ha il compito di lavorare con le reti dell'Unione Giovanile di Santa Cruz per screditare il presidente Morales. 
 
Rispetto a Jhanisse Vaca Daza, dirigente dell'organizzazione non governativa Standing Rivers, finanziata dalla Freedom Fellowship of the Human Rights Foundation statunitense, ha l’ordine di soprintendere l'uso della sua piattaforma nella diffusione permanente di informazioni artefatte e false, con l'obiettivo di generare reazioni contrarie alle politiche statali. 
 
 
 
Jorge Petinaud Martinez corrispondente di Prensa Latina in Bolivia