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Cuba chiede liberazione immediata dei collaboratori della salute in Bolivia

L'Avana, 15 nov (Prensa Latina) Il Governo cubano ha chiesto oggi la scarcerazione di quattro collaboratori della salute ingiustamente accusati in Bolivia, ed ha annunciato il ritiro immediato dei membri della missione medica nel paese andino. 

 
Un comunicato della cancelleria ha definito come false le accuse contro i quattro collaboratori, detenuti, secondo i golpisti, perché avrebbero  incoraggiato azioni violente in Bolivia. 
 
Ha anche fatto un appello affinché cessino le istigazioni alla violenza contro il personale medico che collabora in questa nazione con accordi governativi. 
 
In tali circostanze, sottolinea, Cuba ritirerà immediatamente i membri della missione medica. 
 
Prensa Latina trasmette di seguito il testo integro della dichiarazione del Ministero di Relazioni Estere di Cuba: 
 
“Nelle ultime ore diverse autorità presenti nello Stato Plurinazionale della Bolivia hanno presentato l'idea che alcuni collaboratori cubani incoraggiano le proteste che si stanno producendo in Bolivia, ed a questo si unisce una denuncia simile nelle reti sociali, attraverso account di provenienza dubbiosa e profili falsi, che incitano alla violenza contro il personale della salute. 
 
In questo contesto, il 13 novembre, quattro membri della Brigata Medica ne El Alto sono stati fermati dalla polizia mentre si trasferivano verso la loro residenza, col denaro estratto da una banca per pagare i servizi di base e gli affitti dei 107 membri della Brigata Medica in questa regione. 
 
La detenzione è stata fatta sotto la presunzione calunniosa che il denaro avrebbe dovuto finanziare le proteste. I rappresentanti della polizia e del Pubblico Ministero, hanno visitato le sedi della Brigata Medica ad El Alto e La Paz e si è confermato, a partire dai documenti, da elenchi e da dati bancari, che la cifra di denaro coincideva con la quantità estratta regolarmente tutti i mesi. 
 
I quattro collaboratori fermati sono: 
 
Amparo Lourdes Garcia Buchaca, Laureata in Medicina Elettronica. A Cuba lavorava nel Centro Provinciale di Medicina Elettronica della provincia di Cienfuegos prima di iniziare la missione in Bolivia in marzo di questo anno. 
 
Idalberto Magro Barò, Laureato in Economia del Municipio Speciale dell'Isola della Gioventù, che lavorava nel Centro Municipale di Medicina Elettronica dell'Isola della Gioventù, incorporandosi alla missione in Bolivia il mese di marzo scorso. 
 
Ramon Emilio Alvarez Cepero, Specialista in Terapia Intensiva ed in Endocrinologia che lavorava a Cuba nell'Ospedale Generale Gustavo Aldereguia della provincia di Cienfuegos, fino ad incominciare la sua missione in Bolivia nel luglio del 2017. 
 
Alexander Torres Enriquez, specialista in Medicina Generale Integrale che lavorava a Cuba nel Policlinico Carlos Verdugo della provincia di Matanzas, ed è partito a compiere missione il 3 febbraio 2019. 
 
Abbiamo mantenuto il contatto permanente con questi cooperanti cubani, attraverso l'Ambasciata di Cuba a La Paz e la Direzione della Brigata Medica. 
 
I quattro collaboratori cubani hanno una riconosciuta traiettoria concorde col loro profilo occupazionale e come i restanti che prestano missione in Bolivia, si sono attenuti strettamente e rigorosamente al lavoro umanitario e di cooperazione, motivi per i quali sono arrivati in questo paese, secondo accordi intergovernativi. 
 
Il Ministero di Relazioni Estere respinge le false accuse che questi cubani incoraggino o finanzino proteste, che si basano su menzogne deliberate senza nessun fondamento. 
 
Nelle circostanze descritte, si è deciso il ritorno immediato alla Patria dei collaboratori cubani. 
 
Il Ministero di Relazioni Estere esige che i cooperanti arrestati siano liberati immediatamente e che le autorità boliviane garantiscano l'integrità fisica di ognuno dei collaboratori cubani, secondo le responsabilità acquisite dallo stato boliviano con la sicurezza e protezione dei collaboratori, in corrispondenza con gli accordi intergovernativi firmati. 
 
Il Ministero di Relazioni Estere esige anche alle autorità della Bolivia che fermino l'esacerbazione di irresponsabile espressioni anti-cubane e di odio, diffamazioni ed istigazioni alla violenza contro i cooperanti cubani, che hanno brindato il loro apporto solidale alla salute di questo paese fratello boliviano. 
 
I milioni di boliviani che hanno ricevuto l'attenzione altruistica delle centinaia di medici cubani, conoscono perfettamente che le menzogne non potranno occultare la contribuzione meritoria e nobile, proposito dei nostri professionisti della salute. 
 
Ig/ool