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Aumenta di tono lo scambio di epiteti tra dirigenti regionali in Bolivia

La Paz, 9 dic (Prensa Latina) Una lite verbale tra dirigenti regionali boliviani è aumentata oggi di tono, evidenziando la mancanza di coerenza e le limitazioni del blocco che ha destabilizzato il presidente Evo Morales e l'ha obbligato a rinunciare quasi un mese fa. 

 
Il presidente del Comitato Civico del dipartimento meridionale di Potosì, Marco Pumari, ha qualificato come vigliacca e distorta la filtrazione alla stampa consegnata dall'ex titolare del Comitato Civico dell'orientale dipartimento di Santa Cruz, Luis Camacho. 
 
La registrazione presenta i due loschi figuri negoziando bustarelle alla ricerca di formare una candidatura unitaria per le nuove elezioni in progetto. 
 
Dopo segnalare che odia l’atto di registrare conversazioni, ha espresso il suo stupore che un uomo di Dio abbia questo atteggiamento, alludendo alla religiosità conservatrice estrema di Camacho. 
 
“Io non registro, io non intacco la dignità né metto in dubbio l'onorabilità delle persone”, ha detto Pumari in una conferenza stampa, attribuendo tacitamente questi atteggiamenti al suo concorrente e riferendosi alla registrazione nella quale esige il controllo delle dogane di Oruro e Potosì e 250 mila dollari per assecondare Camacho in una formula presidenziale. 
 
Ha negato di avere chiesto denaro per essere postulante alla vicepresidenza di un binomio diretto da Camacho, ed ha denunciato che l'audio è stato manipolato per discreditarlo.
 
“Alcuni codardi avrebbero voluto che firmassi un documento, dove accettavo la vicepresidenza. L’unica cosa che ho chiesto è quella di consultare il mio popolo e sembra che non sia piaciuto”, ha aggiunto, continuando con le allusioni tacite rivolte a Camacho. 
 
Pumari ha insistito sulla possibilità di essere candidato alla presidenza di una coalizione, al margine di Camacho. 
 
Da parte sua, l'ex dirigente regionale di Santa Cruz ha confermato l'autenticità della registrazione filtrata alla stampa ed ha qualificato come ripugnante il suo dialogo con Pumari ed ha negato di averla registrata o di averla filtrata ad un programma di televisione. 
 
Tuttavia, il giornalista Carlos Valverde ha segnalato l'evidente influenza di Camacho nel governo golpista subito dopo il golpe, attraverso il suo pubblicista, Fernando Lopez Julio ed il suo avvocato, Jerjes Justiniano, licenziato la settimana scorsa, con un colpo mancino per Camacho da parte della presidenta immaginaria Jeanine Añez. 
 
L'arcivescovo cattolico conservatore della città di Sucre, Jesus Juarez, ha dichiarato di essere “deluso” perché, secondo la conversazione, sembra “che stanno cercando di saziare appetiti personali”, proprio quei due che erano considerati, da un settore del blocco golpista, una formula giovane e rappresentativa dell'oriente conservatore e dell'ovest andino. 
 
Ig/mrs