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MAS allerta che governo golpista deve abbandonare il potere in due settimane in Bolivia

Il dirigente del MAS di Evo Morales, Andronico Rodriguez, ha messo il dito nella piaga facendo notare che il governo de facto deve cessare tra due settimane, secondo la Costituzione e denunciando l'assenza di garanzie per le prossime elezioni. 

 
Il regime, da parte sua, ha sommato il filo-golpista Comitato Civico dell'orientale dipartimento di Santa Cruz alle sue minacce di repressione contro le mobilitazioni pacifiche annunciate da Andronico per il 22 gennaio, quando, secondo la Magna Carta, culmina l'attuale periodo costituzionale iniziato nel 2014. 
 
Rodriguez, pre-candidato presidenziale del Movimento al Socialismo (MAS) ha ratificato inoltre che il prossimo fine settimana le basi del MAS e delle organizzazioni sociali membri del Patto di Unità, decideranno le misure da prendere dal 22 gennaio. 
 
Bisogna rispettare la Costituzione che indica che il 22 gennaio deve finire l'attuale governo, fatto che genera un’incertezza totale “e la cosa peggiore è che vogliono portare avanti le elezioni generali in una situazione nella quale non ci sono garanzie”. 
 
“C'è un'operazione sistematica per decapitare e spezzare la dirigenza del MAS. In maniera molto silenziosa, le persecuzioni dei dirigenti continuano, e la cosa peggiore è che stanno montando, seminando prove per catalogarli come narcotrafficanti, terroristi o sediziosi”, ha denunciato. 
 
Il giovane dirigente ha fatto un appello al regime golpista affinché rifletta e tenga in conto che non sono un governo eletto e la loro unica missione è portare avanti le elezioni e non entrare in altre decisioni che non corrispondono loro. 
 
I tentativi di persecuzione e la persistente repressione fanno parte della politica golpista, ed oggi il viceministro di Coordinazione con i Movimenti Sociali, Eddy Luis Franco, ha fatto un appello per un dialogo pacifico. 
 
Il funzionario ha chiesto alle federazioni dei coltivatori di coca del dipartimento di Cochabamba, presieduta da Andronico Rodreguez, ed all'Associazione dei Comuni di questo territorio, di dialogare sui vari punti. 
 
Ha aggiunto che il governo pretende includere il ritorno della polizia alla zona della coca del Chapare, a Cochabamba, dalla quale è stata espulsa dopo il massacro di Sacaba contro una marcia anti-golpista, nel novembre scorso. 
 
Come parte della politica golpista, il ministro della Presidenza, Yerko Nuñez, ha dichiarato che il governo ha deciso di non eliminare il festivo del 22 gennaio, in omaggio alla fondazione dello Stato Plurinazionale creato dal presidente Evo Morales ed il MAS, benché ha detto in seguito che la giornata sarà lavorativa. 
 
In contrasto coi presunti gesti di distensione, il Comitato Civico di Santa Cruz ha emesso un comunicato nel quale riferisce che le mobilitazioni annunciate fanno parte di un presunto piano dell'ex presidente Evo Morales -esiliato in Argentina - per cercare di dare un golpe di Stato al governo de facto. Il testo afferma che, davanti a ciò, “usciremo nuovamente sulle strade”, in allusione alla violenza razzista che i gruppi di scontro del Comitato e di altre regioni, che hanno provocato per destabilizzare il governo di Morales ed obbligarlo a rinunciare sotto pressione militare. 
 
Ha chiesto inoltre al ministero di Governo (Interno) che agisca contro la presunta sedizione, benché già il titolare di questo portafoglio, Arturo Murillo, ha lanciato una minaccia velata ad Andronico Rodriguez, facendogli capire che il suo radicalismo mette in rischio il suo futuro. 
 
Inoltre, il titolare di Difesa del regime, Luis Lopez, ha aggiunto che, davanti all'annuncio di proteste, le forze armate “faranno quello che devono fare”. 

Manuel Robles Sosa