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Il governo del Brasile, pericolo per le relazioni regionali?

Il governo del presidente del Brasile, Jair Bolsonaro, usa elementi come l'ideologia autoritaria, un discorso squalificante del pluralismo ed una politica commerciale di taglio ultraliberista per imporre nuove regole nelle sue relazioni con la regione, considerano oggi gli esperti. 

 
La massima espressione di questa affermazione, secondo gli osservatori, è il fatto che Bolsonaro desidera imporre un “nuovo” modello nel Mercato Comune del sud (Mercosur) o abbandonare il gruppo, se non l'ottiene. 
 
D’accordo con l'economista Fernando Masi, dall'assunzione di Bolsonaro si è messa in dubbio la continuità del Mercosur come si conosce. 
 
Già il suo predecessore, Michel Temer, aveva annunciato che la priorità della sua breve amministrazione non era quella di partecipare in quell'organizzazione ma bensì nei vincoli coi paesi sviluppati. 
 
Con ciò ha fatto capire che, perfino Brasile vuole lasciare da parte la decisione di negoziare in blocco con nazioni e regioni del mondo, per farlo bilateralmente. 
 
Dopo, ha continuato Masi, le minacce di abbandonare il Mercosur si sono ascoltate con maggiore frequenza in bocca dello stesso Bolsonaro e dei suoi ministri di Relazioni Estere e di Economia quando era imminente il trionfo di Alberto Fernandez in Argentina. 
 
Lo studioso ha puntualizzato che le espressioni offensive verso Fernandez e l'ingerenza nella politica interna argentina non hanno precedenti, non solo nel Mercosur ma bensì nella storia delle relazioni dei due maggiori paesi sud-americani. 
 
D'altra parte, ha continuato, il mandatario brasiliano sembrava non dare importanza al recente Accordo Mercosur-Unione Europea, né al danno che causerebbe allo stesso gruppo l'eventuale uscita del Brasile. 
 
A ciò si sommavano le critiche europee per i grandi incendi nelle Amazzonia ed alle intenzioni dell'amministrazione Bolsonaro di abbandonare l'Accordo di Parigi. 
 
Secondo gli analisti della politica estera brasiliana, il mandatario è intrinsecamente a favore di una globalizzazione però capitalista, fatto che si riflette nell'agenda attuale di Itamaraty, preoccupata per respingere quello che definisce come “marxismo culturale”. 
 
Nel contesto di questa definizione sembrerebbe che Bolsonaro appoggia la lotta contro tutti gli sforzi globali solo quando si tratta dei diritti umani nelle loro diverse espressioni o della difesa dell’ecosistema del pianeta, ha concluso Masi. 
 
 
Richard Ruiz Julien, giornalista di Prensa Latina