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Martì è stato un predicatore di una nuova Cuba, afferma storiografo Eusebio Leal

L'Avana, 29 gen (Prensa Latina) Josè Martì è stato un predicatore della costruzione di una nazione nuova, un essere umano superiore come Fidel Castro, ha affermato ieri lo storiografo de L'Avana, Eusebio Leal Spengler.

 
In un’intervista trasmessa dalla televisione cubana a proposito del 167º compleanno di Martì, l'intellettuale ha dissertato sulla figura dell'Eroe Nazionale come essere umano, politico, patriota, cubano incondizionato, figlio incompreso della sua epoca. 
 
Martì è stato un uomo senza odi, difficile da convincere. Una luce che abbagliava gli altri e, secondo il poeta Josè Lezama Lima, un mistero che c'accompagna, ha aggiunto il dottore in scienze storiche. 
 
Nel seno familiare ha avuto molta incomprensione da parte di sua madre che nelle sue lettere voleva che si allontanasse dalla politica e dal giornalismo, per trovare calma nella sua mente, ha aggiunto l'investigatore. 
 
Leal Spengler ha fatto riferimento alla relazione del poeta coi generali Massimo Gomez ed Antonio Maceo durante il periodo della guerra necessaria, dove ha svolto un ruolo fondamentale con la formazione del Partito Rivoluzionario Cubano ed il giornale Patria. 
 
Inoltre, l'accademico ha sottolineato le doti dell'Apostolo come oratore, qualità visibile nei suoi testi e nei discorsi “Los pinos nuevos” e “Con todos y para el bien de todos”. 
 
Il Maestro è presente in tutti i luoghi dell'isola, nel cimitero Santa Ifigenia è accompagnato da tutti i valori della nazione. Lui è intoccabile, è il simbolo di Cuba, ha sentenziato Leal Spengler. 
 
Chi macchia Martì ha perso l'essenza di uomo. Dovrà cadere il rigore dalla giustizia su questo gruppo di cubani che rappresenta la decadenza dell'essere, ha concluso. 
 
Ig/yrv