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La pace in Colombia soffre il disinteresse del governo, afferma senatrice

L'assassinio di più di 200 reincorporati delle ex Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia-Esercito del Popolo, violazioni dei diritti delle donne, indigeni, contadini, sradicamento forzato di coltivazioni illecite, mettono in forse l'Accordo di Pace raggiunto a L'Avana nel 2016. 

                                               
La senatrice Victoria Sandino, del partito Forza Alternativa Rivoluzionaria del Comune (FARC), nato dalle ex FARC-EP, ha assicurato che il compimento dell'Accordo di Pace in Colombia è in una situazione molto difficile e critica, davanti al disinteresse del governo. 
                                              
In un’intervista con Prensa Latina per via elettronica, ha ricordato che il presidente, Ivan Duque, ha fatto la sua campagna elettorale sullo slogan di distruggere l'Accordo di Pace. 
 
“Questo è quello che ha fatto Duque durante questi due anni di mandato”, ha enfatizzato l'ex guerrigliera e firmataria dell'accordo raggiunto dopo quasi quattro anni di conversazioni. 
 
Secondo la congressista, il governo simula che sta compiendo davanti alla comunità internazionale, esprime sempre la sua volontà dell'obbedienza, ma nella pratica sta rovinando tutto ciò che si è accordato. 
 
“Non si stanno implementando i Programmi di Sviluppo con messa a fuoco territoriale che sono una contribuzione strutturale affinché le comunità rurali colpite dal conflitto armato possano uscire da questa situazione di esclusione, di marginalità storica”, ha affermato. 
 
Nel Congresso non si è inoltrata la riforma rurale integrale, né la riforma politica, né la legge che permette alle vittime di avere i 16 seggi che sono compresi nell'Accordo di Pace, ha spiegato a Prensa Latina. 
 
Questo è solo un esempio di quello che sta succedendo attualmente “senza parlare delle risorse naturali e gli assassinati sistematici contro i firmatari degli accordi di pace”, ha segnalato. 
 
“Sono più di 214 i compagni e le compagne assassinate, e non ci sono garanzie da parte di questo governo di fronte alla vita degli ex guerriglieri”, ha assicurato. 
 
L'Accordo Finale tra le FARC-EP ed il governo colombiano riconosce il ruolo che svolgono le donne nella prevenzione e soluzione dei conflitti e nel consolidamento di una pace stabile e duratura. Anche la loro leadership e partecipazione in totale uguaglianza sono necessarie ed essenziali. 
 
“Qualcosa di importante era stato raggiunto, si era incorporata la messa a fuoco di genere che riconosce i diritti delle donne, soprattutto di quelle che sono state colpite dal conflitto, oltre a quelli delle persone Lgbti che anche sono state colpite dalla guerra”, ha spiegato. 
 
Oggigiorno questo gran risultato purtroppo non conta su un'implementazione perché il governo non ha anticipato le azioni, specificamente in quanto riferito con questa messa a fuoco. 
 
In tutto l'accordo ci sono più di 143 azioni concrete che riconoscono la messa a fuoco di genere e questo succede per esempio per la proprietà della terra alle donne, ha spiegato. 
 
Le donne in Colombia non hanno proprietà della terra e stiamo parlando della consegna gratuita delle stesse ed ovviamente anche a tutta la popolazione rurale, ha detto. 
 
Questo non si è prodotto nel nostro paese e neanche le riforme che incorporano la partecipazione effettiva delle donne nella politica. 
 
Per Victoria Sandino la pace completa in Colombia, oltre a mettere in pratica l'Accordo Finale raggiunto nel 2016, richiede ottenere un accordo simile tra l'Esercito di Liberazione Nazionale (ELN) e l'attuale amministrazione di Ivan Duque. 
 
Il nuovo inizio dei dialoghi di pace con l'ELN rappresenta una speranza, la stessa che l'ex presidente dell'Uruguay Pepe Mujica ha nominato nel 2015 nella cerimonia di chiusura del II Forum per la Pace in Colombia celebrato a Montevideo: “La pace della Colombia è la pace del continente”. 
 
La lottatrice per i diritti della donna e la diversità ha anche sottolineato il ruolo di Cuba per mettere fine al conflitto armato in Colombia. 
 
In tale senso ha ricordato che gli Stati Uniti hanno avuto sempre un'azione ostile contro Cuba e gli altri paesi che non ubbidiscono ai loro ordini. 
 
Ma Cuba è un paese con dignità e continua ad essere il sasso nella scarpa degli Stati Uniti nel continente e sempre la Casa Bianca cercherà ed approfitterà di qualunque pretesto per aggredire, attaccare, minacciare e mantenere il bloqueo economico, commerciale e finanziario, ha enfatizzato. 
 
Il partito FARC si solidarizza con Cuba, paese umanitario e rapido nel prestare, perfino, il suo territorio per il bene degli altri come ha fatto coi dialoghi di pace tra le FARC-EP ed il governo colombiano, e per i dialoghi con l'ELN. 
 
Odalys Troya Flores, giornalista di Prensa Latina