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Celebrano video conferenza sulla medicina cubana

Un omaggio a Fidel Castro, come il gran artefice del sistema di salute di Cuba, è stato il centro della video conferenza realizzata oggi da Belgrado, nella quale sono stati presentati una volta di più gli sviluppi fondamentali nella ricerca scientifico-medica dell'isola. 

 
Il forum, presentato dalle reti sociali Facebook e YouTube, è stato organizzato dall'Associazione di Amicizia Serbo-Cubana di Belgrado con la collaborazione dell'Ambasciata di Cuba. Gustavo Tristà del Todo, capo della missione, ha risaltato che oggi è il 94º anniversario della nascita del leader storico della Rivoluzione cubana, che ha espresso le sue idee su un programma di salute fin dal suo allegato di autodifesa per l'assalto alla caserma Moncada, il 26 luglio 1953, nella sua lotta contro la dittatura di Batista.  
 
Ha risaltato che questi progetti hanno cominciato a svilupparsi dallo stesso trionfo della Rivoluzione il 1º gennaio 1959, con la formazione di molti medici ben preparati, creazione di nuove facoltà e scuole di medicina, rete di policlinici ed ospedali e tutto un sistema di ricerca e sviluppo scientifico in questa sfera. 
 
Insieme a questi risultati è cominciato l'invio di medici ad altri paesi, la creazione della Scuola Latinoamericana di Medicina per formare professionisti del subcontinente ed altre parti del mondo, fatto reso possibile grazie agli impegni del Governo Rivoluzionario e dello stesso Fidel Castro, nonostante il bloqueo degli Stati Uniti. 
 
Ha richiamato l'attenzione che questi avanzamenti, palpabili nei loro risultati a Cuba e nei paesi nei quali si presta collaborazione medica, sono accompagnati dalla produzione di medicinali unici al mondo per vari tipi di cancro e di altre malattie croniche. 
 
Ha sottolineato specialmente l'abbordaggio di Cuba all'epidemia della COVID-19, che viene mantenuta sotto controllo, con un basso livello di casi e tra le minori cifre di morti del mondo, e di tutto questo, lui, Fidel Castro, si sentirebbe molto orgoglioso. 
 
Il Professore Alek J. Racic, presidente dell'Agenzia Serba di Sviluppo, ha centrato il suo intervento nel ponderare il carattere umanista della medicina cubana e di tutto il suo sistema di salute, fatto che è oggi deficitario in tutto il mondo, ha enfatizzato. 
 
Ha fatto ampiamente riferimento a questo lavoro umanitario di migliaia di professionisti di Cuba per il mondo ed ha proclamato il suo appoggio e quello dell'istituzione che dirige all'iniziativa che sia concesso il Premio Nobel alla Brigata Medica Internazionalista Cubana Henry Reeve. 
 
La moderatrice del pannello, Maja Krstic, direttrice dell'agenzia Consulta al Futuro, ha fatto riferimento alla sua esperienza nel contatto e nelle relazioni con specialisti ed istituzioni cubane di eccellenza nei trattamenti di avanguardia in Oncologia ed in altre specialità per curare pazienti serbi e le visite di questi esperti a Belgrado. 
 
Ha anche abbordato la gamma di medicine e vaccini unici creati dalla biotecnologia cubana ed applicati su malattie croniche con risultati soddisfacenti. 
 
La video conferenza ha avuto come titolo l'espressione di Fidel Castro “Medici sì, bombe no!”, frase usata dal Comandante nel maggio del 2003 davanti ad una moltitudine nella Facoltà di Diritto dell'Università di Buenos Aires, in riferimento alla consacrazione dei professionisti e scienziati cubani a salvare vite negli angoli più oscuri del pianeta. 
 
Roberto Molina Hernandez, corrispondente di Prensa Latina in Serbia