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Honduras: come ha fatto una donna a diventare presidentessa in un paese considerato sessista?

La vittoria resa possibile di Xiomara Castro, a capo dell'alleanza di opposizione al Partito Nazionale al potere e rappresentante di Libertad y Refundación (Libre), simboleggia oggi una rivendicazione della giustizia popolare in Honduras.

In dichiarazioni a Prensa Latina, lo psicologo sociale e scrittore Isaac Suazo, ha ritenuto che questo trionfo ricompensi la lotta storica per raggiungere migliori stadi di benessere sociale e seppellisca 12 anni di ignominia per l'organizzazione politica al potere.

“Le circostanze dopo il golpe di Stato del 2009 contro l'allora presidente Manuel Zelaya sono state sfruttate da una casta di politici corrotti che, non solo sono legati alla criminalità organizzata, ma sono criminali organizzati loro stessi. Questa combinazione ha portato alla totale eliminazione dell'agenda sociale”, ha denunciato.


Gli specialisti riconoscono come storiche queste elezioni, soprattutto per un numero di partecipanti superiore al 68%, che rappresenta “un totale rifiuto popolare per le azioni nulle dei partiti tradizionali che, in collusione, cercavano a tutti i costi di favorire il settore imprenditoriale e il clientelismo politico”, ha detto.


Il suffragio dei giovani è stato decisivo in questo processo, ha riconosciuto Suazo, e denota l'interesse di vedere come prioritaria l'agenda sociale a vantaggio della maggioranza; cercano giustizia, dopo i soprusi, le umiliazioni e gli omicidi di centinaia di persone, durante le proteste e le lotte di piazza contro la corruzione.

Che ruolo giocherà l'alleanza di opposizione?

Il professore dell'Università Nazionale Autonoma dell'Honduras Alejandro Reyes ha assicurato a Prensa Latina che, parallelamente, la vittoria rompe con il tradizionale bipartitismo, sebbene sia necessario riconoscere che l'alleanza di opposizione include alcuni settori di destra moderata con l'obiettivo iniziale di vincere le elezioni.

"La presidentessa eletta Xiomara Castro dovrà avere una grande capacità di dialogo e di lobbying per evitare che gli interessi delle imprese entrino in conflitto con i necessari progetti sociali attesi dalla maggioranza dei cittadini comuni. Vogliamo vivere in pace e porre fine ad anni di violenza", ha affermato.

Suazo ha ritenuto, tuttavia, che questa coalizione politica di opposizione sarà l'occasione per la convergenza di diverse prospettive di lotta, da sfere come quella della giustizia, della sicurezza e, soprattutto, dell'economia, poiché la classe imprenditoriale vicina al partito Libre ha la volontà di risolvere i problemi strutturali.

“La nuova amministrazione, credo, seguirà un taglio conciliativo verso tutte le posizioni, ma andrà a testa bassa contro le congiunture e gli ostacoli che frenano o penalizzano i settori vulnerabili. Indubbiamente, questo 28 novembre ha vinto la proposta e la lettura della realtà nazionale”.

100 primi giorni di governo

Reyes ha citato come politiche urgenti per questo primo periodo l'abrogazione delle leggi relative alla vendita del territorio nazionale agli imprenditori stranieri e anche quelle leggi del codice penale che criminalizzano le proteste sociali; nonché misure urgenti per contrastare la COVID-19.

Oltre al perseguimento di funzionari e uomini d'affari corrotti e persone legate al traffico di droga, Suazo ha messo in guardia sull'importanza di aprire le porte dell'Honduras all'America Latina e al mondo in modo conciliativo, senza incrinare la sovranità nazionale, e l'ordine delle finanze del paese.

Per quanto riguarda il settore della sicurezza e della giustizia, Castro e Libre dovranno affrontare la necessaria de-politicizzazione delle forze dell'ordine ma, soprattutto, ha chiarito Suazo, la generazione di meccanismi di partecipazione dei cittadini, il decentramento delle risorse statali e la promozione di iniziative a favore delle donne.

Danay Galletti Hernandez, giornalista di Prensa Latina