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Lo sciopero della fame degli insegnanti in Ecuador arriva al terzo giorno

Quito, 5 mag (Prensa Latina) Lo sciopero della fame dei membri dell'Unione Nazionale degli Educatori (UNE) dell'Ecuador arriva oggi al terzo giorno: i partecipanti esigono il rispetto delle riforme legislative a favore della professione docente.

L'azione avviata martedì scorso coinvolge gli insegnanti delle città di Quito e Guayaquil, a cui si sono uniti genitori, studenti e rappresentanti delle organizzazioni sociali in attesa della pronuncia della Corte Costituzionale sul veto presidenziale totale della Legge Organica dell'Educazione Interculturale (LOIE).

"Chiediamo ai giudici della Corte Costituzionale di ratificare la decisione dei testi approvata con 113 voti nell’Assemblea Nazionale", ha detto a Prensa Latina, Klever Hidalgo, presidente della UNE a Pichincha.

Come ha spiegato, l'istanza ha un limite fino al prossimo 23 maggio per determinare secondo giustizia l'atto redatto ed approvato dal legislatore, che stabilisce, tra l'altro, la parità di retribuzione per gli insegnanti del sistema pubblico.

Hidalgo ha sottolineato che rimarranno in sciopero della fame fino a quando non otterranno una sentenza favorevole per l'istruzione e gli insegnanti.

Sulla determinazione dell'UNE a far valere le sue esigenze, ha affermato: "la lotta continua, la lotta avanza, insiste e si ribella contro un governo sordo che preferisce pagare puntualmente il debito estero al Fondo Monetario Internazionale di ottomila o novemila milioni di dollari".

“Tuttavia, ha sottolineato, non ci sono risorse per la salute e l'istruzione, ma ci sono risorse per ottemperare puntualmente i pagamenti di creditori, banche e grandi aziende, quando molti di loro evadono le tasse", ha concluso.

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