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Cuba e Messico ribadiscono i loro legami storici di amicizia

I presidenti del Messico, Andrés Manuel López Obrador, e di Cuba, Miguel Díaz-Canel, hanno sancito i legami storici delle relazioni tra i due paesi e la possibilità di continuare a rafforzarli.

 

López Obrador ha ricordato che "sin dall'antichità Cuba e Messico, per vicinanza geografica, migrazione, lingua, musica, sport, cultura, idiosincrasia (...) hanno mantenuto rapporti di autentica fratellanza".

Ha affermato che c'erano molti cubani che hanno combattuto per Messico contro le invasioni della Francia e degli Stati Uniti e che Messico è stato il primo paese a riconoscere l'indipendenza di Cuba e Carlos Manuel de Céspedes come presidente della Repubblica in armi.

Ha anche sottolineato l'eredità del leader storico della Rivoluzione Cubana, Fidel Castro, e ha ratificato il rifiuto del bloqueo economico, commerciale e finanziario imposto all'isola dagli Stati Uniti.

Il presidente messicano ha detto che è tempo di una nuova convivenza tra i popoli d'America perché il modello di sfruttamento imposto due secoli fa è già obsoleto.

In questo senso, ha poi sottolineato che realizzare l'integrazione e il rispetto della sovranità dei popoli sarebbe, a suo avviso, la cosa più efficace e responsabile da fare in questo momento.

López Obrador ha aggiunto che insisterà con il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, affinché l'isola caraibica non sia esclusa dal prossimo Vertice delle Americhe.

A questo proposito, ha sottolineato che nessun paese dovrebbe essere escluso da tale riunione e che le autorità di ciascuna nazione dovrebbero decidere liberamente sulla loro partecipazione a tale riunione.

Il presidente ha ringraziato il "popolo generoso, solidale ed esemplare di Cuba" e ha sottolineato che "non ho mai scommesso né scommetterò sul fallimento della Rivoluzione cubana".

Da parte sua, il presidente Miguel Díaz-Canel ha descritto questa visita come memorabile e ha assicurato che il popolo cubano ha ricevuto López Obrador con rispetto e ammirazione, che si è guadagnato con la sua posizione nei confronti della nazione caraibica.

Ha anche considerato che con questa visita si apre una strada per continuare ad avanzare nelle relazioni bilaterali che sono "storiche e memorabili".

Ha sottolineato che la dichiarazione firmata da entrambi va in tale direzione, oltre a riconoscere l'impegno delle due nazioni a lavorare per mantenere la regione come zona di pace, come proposto al secondo vertice della Comunità degli Stati dell'America Latina e dei Caraibi, svoltasi a L'Avana.

Ha anche esaltato il ruolo del Messico negli sforzi per promuovere l'integrazione latinoamericana e il rispetto per la sovranità di tutti gli Stati e in particolare per la posizione del presidente López Obrador che rifiuta il bloqueo degli Stati Uniti.

Le idee presentate da entrambi i presidenti sono state l'espressione del contenuto della dichiarazione firmata pochi minuti prima e che esprime la volontà di rafforzare i legami bilaterali e il consolidamento di una nuova fase di lavoro.

Il testo suscita l'interesse di entrambi i governi a promuovere lo sviluppo nelle aree educative, culturali, commerciali ed economiche e, allo stesso tempo, ratifica la cooperazione per affrontare le sfide imposte dalla pandemia della COVID-19 e da altri disastri o epidemie.

Il Ministro della Salute cubano, José Ángel Portal, ha anche firmato, insieme a Jorge Carlos Alcocer, segretario di questo settore in Messico, un accordo per favorire la formazione delle risorse umane e l'assistenza in diverse aree sanitarie.

López Obrador è arrivato a L'Avana il 7 maggio e con il suo soggiorno a Cuba, il presidente del Messico ha concluso un viaggio che lo ha portato in cinque paesi della regione.

Rafael Calcines, giornalista di Prensa Latina