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Forte dispiegamento militare in Messico dopo l'assassino dei gesuiti

Città del Messico, 23 giu (Prensa Latina) A Chihuahua è in corso un forte dispiegamento militare alla ricerca dell'assassino di due sacerdoti gesuiti e di una guida turistica, ha riferito oggi Ricardo Mejía, sottosegretario alla Sicurezza e Protezione dei cittadini.

Alla conferenza stampa quotidiana mattutina del presidente Andrés Manuel López Obrador, corrispondente oggi alla questione della sicurezza, il funzionario ha affermato che l'operazione non si fermerà finché non si troverà l'ubicazione di Noriel Portillo (El Chueco), assassino delle tre vittime.

Mejía ha rivelato che è stata emessa un’allerta migratoria nel caso in cui "El Chueco" tenti di lasciare il paese ed ha confermato che c'è una ricompensa di cinque milioni di pesos (250mila dollari) per chi lo consegna alla giustizia.

Il presidente ha ribadito le sue condoglianze ai gesuiti per l'omicidio di due sacerdoti ed ha ribadito che è in corso un'indagine approfondita perché è inaccettabile e, inoltre, altamente sospetto che una persona del genere (El Chueco) abbia condotto una vita così normale e che, inoltre, era sponsor di una squadra di baseball. “Bisogna investigare con chi aveva degli accordi”, ha aggiunto.

Ha fatto riferimento anche al messaggio di papa Francesco, che ha lamentato l'assassinio dei gesuiti a Chihuahua, e López Obrador ha detto che coincide con le parole del Sommo Pontefice: "La violenza non risolve i problemi".

Quando gli è stato chiesto se avrebbe cambiato la sua strategia di sicurezza di fronte all'omicidio di due gesuiti ed all'aumento della violenza nel paese, López Obrador lo ha respinto categoricamente ed ha affermato che questa situazione di violenza criminale è il frutto marcio di una politica di corruzione, di impunità, e ne ha dato la colpa alle amministrazioni passate.

Ig/lma