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Imprenditori statunitensi importeranno carbone vegetale da Cuba

L'Avana, 5 gen (Prensa Latina) Cuba ha una nicchia unica rispetto al carbone vegetale ed altri prodotti agricoli, per le caratteristiche dei suoi campi e terreni organici, disse oggi qui il presidente di Reneo Consulting LLc, Scott D. Gilbert. 

 
“Quando vogliamo sviluppare prodotti organici nel nostro paese, vediamo che i suoli sono stati trattiamo con troppi pesticidi, cosa che non succede a Cuba, i cui terreni e campi sono molto organici”, aggregò il dirigente in dichiarazioni a Prensa Latina. 
 
È importante - affermò - che entrambi i paesi possano condividere prodotti, conoscenza ed economia, perché ognuno ha differenti cose con cui contribuire, ed il fatto importante è dare il meglio di sé ed imparare insieme. 
 
In rappresentazione della compagnia Coabana Trading LLc - della quale Reneo Consulting è sussidiario -, Scott firmò questo giovedì un contratto di compravendita internazionale con la direttrice generale di Cubaexport, Isabel O’Reily, per l'esportazione di carbone vegetale agli Stati Uniti. 
 
Questo rappresenterà la prima vendita di un prodotto cubano al suo vicino del nord dopo più di 50 anni. 
 
Scott ha detto che “l'importanza di questo accordo va oltre l'importazione di carbone vegetale, ma anche di miele e caffè, e che stiamo mettendo un altro asse nel ponte che unirà Cuba con gli Stati Uniti”. 
 
“Per me è eccessivamente importante che importiamo prodotti da Cuba poiché la popolazione statunitense è gigantesca rispetto a quella di questa isola”, segnalò in seguito l'imprenditore rispondendo alle domande della stampa sulla firma del documento, nel Gruppo Imprenditoriale del Commercio Estero (Gecomex), in questa capitale. 
 
Sul fatto se aveva qualche messaggio per Donald Trump che assumerà la presidenza degli Stati Uniti il 20 di questo mese, segnalò: “Non direi che è un messaggio, ma gli consiglierei di studiare quello che abbiamo fatto ed i differenti commerci tra i due paesi negli ultimi due anni. Se crediamo nel libero commercio credo che questo è quello che dobbiamo fare”, disse. 
 
Risaltò che la firma di questo contratto è un primo passo in mezzo alle restrizioni che intorpidiscono le relazioni bilaterali, che continuano ad essere molto limitate, per la persistenza del bloqueo economico, commerciale e finanziario imposto dagli Stati Uniti a Cuba da più di 50 anni. 
 
Ig/rs