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Vicepresidente venezuelano attaccato ingiustamente dagli USA

Caracas, 14 feb (Prensa Latina) Il vicepresidente esecutivo del Venezuela, Tareck El Aissami, qualificò oggi come infame un’aggressione l’accusa contro di lui realizzata da un funzionario del Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti che lo vincola con presunte azioni di narcotraffico. 

 
“Davanti all'infamia ed all'aggressione imperialista: morale intatta, maggiore fermezza, convinzione antimperialista e maggiore coscienza ‘chavista’”, affermò il vicepresidente in Twitter. 
 
Inoltre, ha osservato che “la verità è invincibile e vedremo come sfumerà questa infame aggressione. Ora con più forza renderemo  irreversibile la nostra rivoluzione. Nel fatto personale, ricevo questa miserabile ed infame aggressione come un riconoscimento alla mia condizione di rivoluzionario antimperialista. 
 
Puntualizzò il dirigente che questa nuova aggressione non potrà distruggere “la risoluzione infrangibile di essere liberi per sempre”. 
 
Questa è la prima azione contro il governo del Venezuela con l'amministrazione del presidente Donald Trump, e secondo gli osservatori, la stessa risponde all'obiettivo di screditare una delle figure politiche che può essere un serio concorrente nel momento di presentare un candidato presidenziale per elezioni future . 
 
Questo lunedì Washington impose sanzioni a El Aissami che qualificò come una figura importante nel narcotraffico mondiale. 
 
Secondo una dichiarazione del Dipartimento del Tesoro, l'alto funzionario “è stato punitivo” per svolgere un ruolo significativo nel traffico internazionale di stupefacenti, fatto che implica che non potrà fare commercio con statunitensi e se ha attivi in questo paese saranno bloccati. 
 
Tali azioni contro funzionari del governo del presidente Nicolas Maduro non sono niente di nuovo in una relazione lunga e pesante tra Washington e Caracas, e l'accusa che El Aissami, il seguente nella linea della presidenza, è un narcotrafficante, sicuramente stabilirebbe un nuovo tono più ostile nelle relazioni, indico il quotidiano The New York Times. 
 
Citato da questo rotativo, Michael Shifter, presidente del Dialogo Interamericano, un gruppo politico a Washington, disse che “questo può essere visto come il colpo di un’arma da fuoco all’inizio dell'amministrazione Trump nella gestione della crisi più profonda dell'America Latina”. 
 
A questa aggressione si unisce che in una lettera dell’8 febbraio, 34 membri del Congresso statunitense sollecitarono il presidente Trump a prendere misure immediate per sanzionare i funzionari venezuelani. 
 
Ig/lb