Ad un anno dalla morte della coordinatrice del Consiglio Civico delle Organizzazioni Popolari ed Indigene dell’Honduras, gli universitari occuparono durante la loro manifestazione il viale Suyapa, in Tegucigalpa, fatto che paralizzò il traffico veicolare.
Gli agenti della polizia accorsero al posto con due cisterne di acqua per sloggiare i giovani, benché non arrestassero nessuno dei manifestanti.
Berta Caceres morì colpita da armi da fuoco il passato 2 marzo, quando uomini armati irruppero nella sua abitazione, ubicata nel dipartimento di Intibucà.
Ieri ed oggi, moltissimi movimenti sociali ed organizzazioni chiedono che le autorità honduregne approfondiscano le loro investigazioni per portare davanti alla giustizia gli autori intellettuali e materiali di questo crimine.
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