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Messico: familiari di emigranti assassinati esigono giustizia

Messico, 23 ago (Prensa Latina) Familiari di 72 emigranti assassinati sette anni fa per rifiutarsi di partecipare al traffico di droga a San Fernando, stato messicano di Tamaulipas, reclamano oggi davanti alle istanze del governo la conclusioni delle investigazioni e l’applicazione della legge contro i colpevoli. 

 
Un gruppo di genitori e parenti esige davanti alla Procura Specializzata in Investigazione della Delinquenza Organizzata, di conoscere gli sviluppi delle istruttorie. 
 
Si conobbe che il caso continua aperto in due istanze giudiziarie. Ci sono otto accusati legati a questi avvenimenti, ma nessuno condannato, e non si sono neanche indennizzati i parenti delle vittime. 
 
Le prime indagini incominciarono il 23 agosto 2010, quando l’ecuadoriano Luis Fredy Lala, che scappò dal massacro commesso da integranti del cartello di Los Zetas, lo denunciò ad alcuni militari che vigilavano una strada di San Fernando. 
 
Furono catturati dai delinquenti 77 emigranti originari dall’Honduras, Guatemala, Salvador, Brasile ed Ecuador. Fino ad oggi, si stima che due sopravvissero e tre sono scomparsi. 
 
Un mese dopo la strage, la Procura Generale della Repubblica informò che 50 delle vittime erano stati riconosciute grazie agli esami del DNA, risultato che molti parenti hanno rifiutato per inesattezze e mancanza di legalità. 
 
Per gli specialisti questo è un altro dei casi che col passare degli anni continua senza conclusioni, come quello dei 43 studenti di pedagogia scomparsi ad Ayoztinapa, nello stato di Guerrero, il 26 settembre 2014. 
 
Ig/rga

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