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Esigono in Salvador giudizio per fare chiarezza sul massacro dei gesuiti

San Salvador, 17 nov (Prensa Latina) L'assassinio di sei religiosi gesuiti nel 1989 rimane ancora impune e vari settori della società salvadoregna esigono oggi un giudizio contro i militari che ordinarono e perpetrarono il massacro. 

 
L’Università Centroamericana (UCA) confermò che solleciterà l’apertura del caso in Salvador, benché la Procura Generale della Repubblica avrebbe potuto e dovuto attuare automaticamente, dopo il polemico annullamento della Legge di Amnistia. 
 
Questa iniziativa è diventata pubblica dopo che il governo degli Stati Uniti ha annunciato l’estradizione in Spagna del militare salvadoregno Inocente Montano per rispondere all’accusa di essere l’autore intellettuale di tali assassinati. 
 
I gesuiti Ignacio Ellacuria, Segundo Montes, Ignacio Martin Barò, Joaquin Lopez y Lopez, Amado Lopez e Juan Ramon Moreno, insieme alle loro collaboratrici Elba e Celina Ramos, sono stati assassinati il 16 novembre 1989. 
 
La Commissione della Verità instaurata dopo la guerra civile (1980-1992) determinò che l’alto comando dell’Esercito aveva dato l’ordine di assassinare quelli che patrocinavano per sradicare la disuguaglianza nel loro lavoro pastorale. 
 
Ig/cmv 
 

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