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Cancelliere venezuelano critica fortemente il segretario generale dell’OSA

Caracas, 17 set (Prensa Latina) Il cancelliere del Venezuela, Jorge Arreaza,  ha definito oggi come insolite le nuove dichiarazioni del segretario generale dell'Organizzazione degli Stati Americani (OSA), Luis Almagro, che negano le sue pretese di appoggiare un intervento militare contro questo paese. 

 
Attraverso il suo account in Twitter, il diplomatico ha sottolineato la contraddizione delle parole di Almagro sull’opzione interventista nella nazione, reiterate durante la sua recente visita alla frontiera colombo-venezuelana. 
 
“Il segretario dell’OSA nega quello che ha detto dal vivo ed in chiaro spagnolo, pubblicamente. Un altro insolito episodio della sua triste gestione interventista”, ha affermato Arreaza. 
 
Da parte sua, la vicepresidentessa venezuelana, Delcy Rodriguez, ha annunciato nella stessa piattaforma digitale che il Governo denuncerà Almagro presso l’Organizzazione delle Nazioni Unite ed altre istanze internazionali per promuovere un intervento militare contro la nazione sud-americana. 
 
Al rispetto, la seconda mandataria ha assicurato che il funzionario  pretende solo di rivivere i peggiori espedienti di intervento militare imperialista nella regione, la cui stabilità è seriamente minacciata dall’attuazione dell’organismo regionale, l’OSA. 
 
Entrambe le reazioni sono accadute dopo due controverse dichiarazioni del titolare dell’OSA che, essendo consultato il passato venerdì su una possibile incursione violenta contro la nazione bolivariana, non ha escluso questa possibilità. 
 
“In quanto ad un intervento militare per abbattere il regime di Nicolas Maduro, credo che non dobbiamo scartare nessuna opzione”, ha affermato dalla località di Cucuta, in Colombia, vicino alla frontiera tra i due paesi. 
 
Tuttavia, questo lunedì Almagro ha smentito le sue proprie dichiarazioni segnalando che “alcuni interpretazioni manipolatrici hanno cercato di cambiare il significato alla frase che non si deve scartare nessuna opzione”. 
 
Le parole del funzionario contro la democrazia venezuelana hanno anche provocato la reazione di vari governi della regione, tra questi Cuba, Nicaragua e Bolivia, oltre a quelle di organizzazioni politiche e di movimenti sociali. 
 
Ig/ebr 
 

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