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Presidentessa de facto della Bolivia si dispiace dei morti dopo avallare la repressione

La Paz, 22 nov (Prensa Latina) L'autoproclamata presidentessa della Bolivia, Jeanine Añez, si è dispiaciuta delle morti che ha lasciato nella città di El Alto la repressione militare avallata dal suo governo de facto. 

 
“Ci dispiacciamo delle morti dei nostri fratelli ad El Alto; ci fa male perché siamo un governo di pace, e chiedo di unirci affinché ci sia riconciliazione” , ha detto Añez in un messaggio alla nazione, dopo che il funerale stesso delle vittime è stato interrotto dalle forze dell’ordine, che hanno aggredito i partecipanti. 
 
Martedì scorso sono state assassinate almeno nove persone, otto di queste ferite da armi da fuoco, durante la repressione di un tentativo dei movimenti sociali di occupare un impianto energetico nella località de El Alto, a Senkata. 
 
“Metto a disposizione il gabinetto per dare inizio al dialogo e sollecito gli organismi internazionali e la Chiesa affinché ci accompagnino”, ha indicato l’ex deputata oppositrice in un video pubblicato nel suo account di Twitter. 
 
Añez ha lanciato questo appello per “costruire insieme Bolivia quello per cui tutti stiamo lottando”, dopo avere approvato un decreto che esime l’esercito da ogni responsabilità penale per quello che faccia per restaurare e mantenere l’ordine. 
 
Ieri è stata dispersa con gas lacrimogeni e pallottole di gomma una manifestazione di massa che praticamente erano i funerali dei caduti ne El Alto fino al cuore di questa capitale. 
 
I leader comunitari de El Alto, un bastione dell’ex presidente Evo Morales, hanno respinto le versioni del governo de facto di supposti atti terroristici con dinamite ed armamento rudimentale. 
 
Ig/cmv

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