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Migliaia di persone protestano per le strade della Colombia

Bogotà, 27 nov (Prensa Latina) Migliaia di persone si mobilitano oggi sulle strade della Colombia come parte dello sciopero nazionale in rifiuto alla politica del governo ed alla violenza. 

 
Come nella manifestazione di massa del 21 novembre scorso, diversi settori protestano per esprimere il loro dissenso con la gestione governativa e chiedere politiche effettive in aree come salute, educazione, ecosistema e sicurezza. 
 
Le comunità indigene insistono durante le proteste in cui si rispetti la vita, il territorio e la pace. 
 
Sebbene in maggioranza le azioni trascorrono in maniera pacifica, in alcuni casi si sono registrati scontri tra i manifestanti e lo Squadrone Mobile Antisommossa (Esmad), sul quale piovono molte critiche perché varie voci giudicano negativamente quello che considerano un uso eccessivo della forza. 
 
Le manifestazioni di questo mercoledì e di ieri hanno un denominatore comune perché le persone hanno anche protestato per onorare la memoria di Dilan Cruz, un giovane di 18 anni che è deceduto il 25 novembre dopo essere stato ferito gravemente il fine settimana scorso da un membro dell’Esmad, in una protesta pacifica in questa capitale. 
 
Una studentessa che ha partecipato ad una concentrazione a Bogotà, ha manifestato a Prensa Latina la sua indignazione per quanto è successo col giovane che protestava per un’educazione di qualità. 
 
Inoltre, il “cacerolazo”, divenuto simbolo della protesta pacifica in questa nazione, è riuscito a sommare i lavoratori del Congresso della Repubblica. 
 
In detto contesto, il Comitato organizzatore di queste attività ha deciso di rinforzare le manifestazioni nel paese. 
 
In tale senso, ha osservato che nella proposta di questo mercoledì esigono la dissoluzione dell’Esmad, la depurazione della polizia e la cancellazione della riforma tributaria spinta dal governo, per considerare che attenta contro gli interessi dei colombiani. 
 
Il Comitato ha anche deciso di mantenere la mobilitazione cittadina, appoggiare le azioni di protesta in maniera pacifica e realizzare assemblee sindacali, comunali, popolari e di quartiere questo fine settimana in tutto il paese, in modo che si possa coordinare la mobilitazione sociale. 
 
Nel fascicolo di richieste che ha consegnato alla Presidenza della Repubblica, questo comitato ha chiesto che il Governo non anticipi nessun processo di privatizzazione o alienazione dei beni dello Stato, indipendentemente dalla sua partecipazione azionaria. 
 
Inoltre, ha sollecitato che il governo abbordi col movimento cittadino Difendiamo la Pace il processo di compimento ed implementazione dell’Accordo di Pace firmato nel 2016 tra lo Stato e l’ex guerrilla FARC-EP. 
 
I temi anteriori saranno abbordati dal Governo e dal Comitato dello Sciopero esclusivamente attraverso i meccanismi che si decidano tra i due interessati, indipendentemente da quelli stabiliti dal governo, e si chiamerà Gran Dialogo Nazionale. 
 
Questa ultima petizione fa chiaro riferimento a quello che Duque ha denominato conversazione nazionale, processo che è cominciato il 24 novembre scorso con sindaci e governatori e che si estenderà fino al 15 marzo prossimo. 
 
Ig/mfb

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