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Scambio culturale, un altro fronte di attacco contro i nessi USA -Cuba

Washington, 27 dic (Prensa Latina) L'esclusione del duo Gente di Zona da un concerto a Miami segna oggi la chiusura di un anno di recrudescenza del bloqueo statunitense contro Cuba, durante il quale ci sono stati anche attacchi allo scambio culturale. 

 
Mezzi di comunicazione dello stato meridionale della Florida hanno diffuso agli inizi di questa settimana che gli interpreti cubani sono stati ritirati dal programma di un concerto di fine di anno in quell’urbe su richiesta dei politici locali, compreso il sindaco Francis Suarez. 
 
La notizia segue quella della sospensione, il mese scorso, di un concerto di un’altra artista cubana, la cantante Haila Maria Mompiè, che lo stesso Suarez ha nominato “persona non grata”. 
 
Tali passi, in mezzo ad un incremento delle azioni dell’amministrazione di Donald Trump contro l’isola, non risultano una sorpresa, soprattutto se si tiene in conto che in giugno scorso la Commissione della città di Miami ha approvato una risoluzione per chiedere al Congresso del paese che permetta di vietare la contrattazione di artisti cubani. 
 
Questa misura, patrocinata dal sindaco e dal commissario Manolo Reyes, ha sollecitato al legislativo federale di promulgare una legge che permetta agli stati ed ai governi locali di proibire la contrattazione di interpreti ed artisti che hanno affari a Cuba o sono finanziati dal paese caraibico. 
 
“Terrorismo culturale? Politici di Miami chiedono di escludere artisti di Cuba da un concerto locale”, ha scritto mercoledì nel suo account di Twitter l’ambasciatore dell’isola negli Stati Uniti, Josè Ramon Cabañas, a causa della notizia su Gente di Zona. 
 
Nel giugno scorso, davanti alla menzionata risoluzione, il diplomatico ha detto che “gli Stati Uniti hanno 35 mila città e paesini riconosciuti”. “Le autorità di Miami hanno deciso che i loro cittadini visiteranno altri 34999 luoghi negli USA per godere legalmente della musica di Cuba”. 
 
A ciò si unisce che agli inizi di novembre Trump ha ordinato al suo governo di proibire nell’anno fiscale 2020 (iniziato lo scorso 1º ottobre) la partecipazione di funzionari o impiegati di 13 nazioni, compresa Cuba, in programmi di scambio educativo e culturale, sotto l’argomento di presunte pratiche di traffico di persone. 
 
 
Ig/mar

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