mercoledì 17 Aprile 2024
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Musulmani egiziani ricevono il ramadan con moschee chiuse

Il Cairo, 24 apr (Prensa Latina) I musulmani egiziani danno oggi il benvenuto al ramadan con le loro moschee chiuse dovuto alla pandemia di COVID-19. 

 
“Atteso durante tutto l’anno, risulta un momento di felicità spirituale, ma contrariamente al solito, lo festeggeremo nell’intimità della casa perché è in gioco la salute” ha commentato a Prensa Latina un padre di famiglia di 50 anni, mussulmano. 
 
Da settimane-ha aggiunto – cominciano i preparativi per decorare o trasformare l’ambiente delle abitazioni con lampade tipiche, immagini della luna (astro che segna l’inizio dell’evento) ed altre decorazioni allusive, il proposito è ratificare che iniziamo una tappa con un significato speciale. 
 
È tradizione comprare datteri ed altri ingredienti per i piatti preparati a partire dall’imbrunire, si tratta di un periodo di preghiere, di lettura del Corano, di unione familiare, sobrietà ed anche di recupero corporale quando cerchiamo di riparare i danni che causiamo al nostro organismo, ha spiegato. 
 
Al fine di rendere flessibili alcune delle misure instaurate in occasione della maggiore celebrazione dentro il mondo islamico, il governo egiziano ha deciso di accorciare di un’ora il coprifuoco notturno, permettere il funzionamento di negozi il venerdì ed il sabato, non così ristoranti che potranno solo elaborare alimenti per soddisfare richieste a domicilio. 
 
Anticipando l’avvenimento, il Ministero delle Dotazioni, oltre a chiudere temporaneamente le case di culto e fare un appello affinché ogni casa sia un tempio, ha proibito i banchetti di massa che i fedeli normalmente organizzano in piena strada con l’obiettivo di rompere il prolungato digiuno. 
 
Le autorità sanitarie dell’Egitto hanno riportato un totale di 3891 casi di infezione per il nuovo coronavirus fino ad oggi, 232 di loro diagnosticati ieri, la maggiore cifra giornaliera registrata. 
 
Dal principio del focolaio all’attualità sono morti 287 persone e 1004 sono guarite, ha specificato il Ministero della Sanità Pubblica. 
 
Ig/ap 

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