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CEPAL ribadisce le misure per affrontare la crisi nella regione

Santiago del Cile, 26 ott (Prensa Latina) La CEPAL ha ribadito oggi le sue proposte per far fronte alla forte crisi sistemica che colpisce l'America Latina ed i Caraibi, aggravata dalla pandemia e che implica la perdita di un decennio nel suo sviluppo.

Parlando all’apertura del 38° periodo di sessioni di tale entità delle Nazioni Unite, Alicia Barcena, segretaria esecutiva della Commissione Economica per l’America Latina ed i Caraibi (CEPAL) ha spiegato che in queste sette proposte i costi e i benefici sono stati calcolati per “collegare l’emergenza con il recupero”.

Queste includono l’estensione del reddito di base di emergenza per 12 mesi a tutta la popolazione che vive in povertà, l’estensione dei termini e dei periodi di grazia per le micro, piccole e medie imprese che proteggono il rapporto di lavoro dei dipendenti e un paniere di base per i lavoratori in condizioni peggiori.

Si cerca anche l’applicazione di politiche fiscali e monetarie espansive, di promuovere la solidarietà internazionale, che implica un alleggerimento del debito caraibico, il pagamento degli interessi centroamericani e la creazione di fondi regionali a tal fine; piani di ripresa e di investimento in settori in rapida crescita e realizzazione di regimi sanitari universali.

Barcena ha assicurato che l’America Latina ed i Caraibi affrontano la crisi peggiore, aggravata dalla pandemia, che ha acuito le carenze strutturali, marcate da disuguaglianze, bassa crescita e produttività ed insufficiente diversificazione delle esportazioni.

L’impatto ed i costi della COVID-19 sono diventati insostenibili, ha affermato, e la risposta richiede di considerare la ripresa post-pandemia come un’opportunità per trasformare il modello di sviluppo, rafforzare la democrazia, salvaguardare i diritti e mantenere la pace.

Tra i danni della pandemia, ha elencato il crollo del turismo di oltre il 50%, che ha colpito soprattutto i Caraibi, il calo dell’attività economica del 9,1% ed una contrazione del commercio in generale del 14% e dell’11% nel commercio tra i paesi dell’area.

Barcena ha sottolineato che si profila un decennio perduto in cui la disoccupazione colpirà 44 milioni di persone con un aumento inoltre dell’informalità lavorativa, cifre in cui le donne, i giovani, gli indigeni, gli afrodiscendenti ed i migranti dovranno sopportare le conseguenze peggiori.

Ig/rc

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