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Rifiutano i preparativi repressivi a due giorni dalle proteste in Perù

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Lima, 17 lug (Prensa Latina) Le critiche ai preparativi della polizia prima delle proteste sociali che inizieranno mercoledì prossimo, che prevedono un dispiegamento di 24.000 agenti e 3.000 telecamere di sorveglianza a Lima, tendono ad aumentare oggi in Perù.

La parlamentare progressista, Ruth Luque, oggi ha condannato la risposta repressiva, che, ha detto, dimostra la paura dell’amministrazione di Dina Boluarte, disapprovata in tre sondaggi privati, dall’80% dei consultati.
Tra le misure adottate, ha citato l’obbligo di presentare la propria carta d’identità alla Polizia, imposto ai viaggiatori in arrivo a Lima, dove sono cominciate ad arrivare avanzate di manifestanti per unirsi ai cortei che esigono le dimissioni di Boluarte.
Il controllo degli accessi stradali alla capitale comprende foto, registrazioni vocali e video di possibili viaggiatori che protestano, oltre alla perquisizione dei loro bagagli.
Secondo la deputata Luque, l’obbligo di presentare una carta d’identità alla polizia è legalmente autorizzato solo in caso di sospetto di reato e il sospetto in massa è illegale.
Il ministro dell’Interno, Vicente Romero, è stato contestato per il rischio di ripetere le morti durante le proteste contro l’ascesa di Boluarte alla presidenza, che hanno lasciato un saldo di 49 morti nelle manifestazioni tra dicembre e marzo scorsi.
Il ministro ha affermato che la polizia è stata preparata in materia di diritti umani e che arresterà solo elementi violenti che si infiltrano in cortei pacifici e li assicurerà alla giustizia.
Tuttavia, la preoccupazione per la possibilità che si ripetano i tragici eventi è molta, infatti il governatore della regione andina meridionale del Cusco, Werner Salcedo, ha annunciato che nelle mobilitazioni non sarà ammesso un morto in più.

Ig/mrs

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