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Proseguono le proteste antigovernative in Perù

Lima, 20 lug (Prensa Latina) Proseguono oggi le manifestazioni per chiedere le dimissioni della presidentessa peruviana de facto, Dina Boluarte, dopo una prima giornata che, nonostante i disordini registrati ieri nella capitale, è considerata positiva dagli organizzatori.

La virtù della marcia e il suo svolgimento pacifico è stata sottolineata dal ministro dell’Interno, Vicente Romero, e dalla Coordinadora Nacional Unitaria de Lucha, che guida il movimento.

Romero ha attribuito il merito alla polizia ed ha minimizzato i cortei che si sono svolti a Lima ed in quasi tutto il paese, ed ha sostenuto che 21.000 persone hanno protestato a livello nazionale, 6.000 delle quali per motivi estranei alla richiesta di dimissioni presidenziali e nuove elezioni generali.

Jorge Pizarro, portavoce della coordinatrice, ha sottolineato la portata delle manifestazioni e la grande partecipazione di Lima, nonostante la campagna ufficiale e mediatica per criminalizzare la protesta, che ha cercato di scoraggiare la partecipazione dei peruviani.

Romero ha acclamato il fatto che “la gente vuole lavorare”, insistendo sul discorso ufficiale secondo cui le proteste mirano a paralizzare il paese, nonostante la coordinatrice abbia più volte affermato che si tratta solo di cortei pacifici senza intaccare le attività.

L’Ombudsman ha precisato che ci sono stati cortei e concentramenti in 59 province delle regioni costiere di Piura, Lambayeque, La Libertad, Áncash, Ica, Arequipa, Moquegua e Tacna; le regioni andine di Puno, Cusco, Apurímac, Ayacucho, Junín, Pasco e Cajamarca; e quelli amazzonici di Loreto, Ucayali, Amazonas e San Martín.

Il ministro Romero ha elogiato e si è congratulato con la polizia per il risultato incruento, anche se ci sono stati almeno otto feriti, quattro dei quali poliziotti, e otto detenuti, uno dei quali per aver lanciato una bomba incendiaria artigianale contro gli agenti in divisa, senza conseguenze.

L’ex ministro dell’Interno, Rubén Vargas, ha dichiarato che sarebbe un grave errore per il governo proclamare la vittoria e considerare risolto il problema, avvertendo che “Lima si è svegliata” unendosi alle proteste, il che è grave per Boluarte.

Ig/mrs

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