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Ricordano i diplomatici cubani vittime del terrorismo di stato

L'Avana, 9 ago (Prensa Latina) Il ministro delle Relazioni Internazionali cubano, Bruno Rodríguez, ha ricordato che oggi 47 anni fa due diplomatici del suo paese furono rapiti, torturati e assassinati in Argentina nel corso della cosiddetta Operación Cóndor.

La pagina dolorosa del terrorismo di stato da parte della dittatura militare nella nazione sudamericana (1976-1983) costò la vita a Jesús Cejas Arias e Crescencio Galañena Hernández, vittime di una politica di terrore diretta dal governo degli Stati Uniti contro leader politici, guerriglieri e cittadini contrari ai regimi militari in America Latina.

“Essere fedeli alla Rivoluzione cubana è il nostro modo migliore per renderle omaggio”, ha detto su Twitter il ministro delle Relazioni Internazionali dell’isola caraibica. Sempre a Buenos Aires, lavoratori e diplomatici cubani hanno ricordato oggi i loro compatrioti vilmente assassinati in questa data.

Secondo quanto riportato dalla stampa, le vittime sarebbero state rapite da una task force del regime, a pochi passi dall’ambasciata cubana, e successivamente assassinate nel centro clandestino di detenzione e tortura Automotores Orletti, uno dei tanti che fungevano da sterminio.

Quasi quattro decenni dopo, nel giugno 2012, i resti di Galañena sono stati ritrovati in un cilindro di metallo da 200 litri riempito di cemento, in una zona abbandonata della località di Virreyes, a Buenos Aires.

Un anno dopo furono ritrovati quelli del suo compagno.

Come parte della loro politica di dominio, gli Stati Uniti hanno riempito il Cono Sud di dittature durante la seconda metà del XX secolo ed hanno provocato un genocidio in Argentina ed in Nuestra America.

Ig/lld

 

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