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Omicidio ed elezioni: cosa accadrà in Ecuador?

Quito, 10 ago (Prensa Latina) Cosa succederà al processo elettorale dopo l'assassinio del candidato presidenziale Fernando Villavicencio? È questa la domanda che oggi preoccupa tutti in Ecuador.

Questo giovedì, la presidentessa del Consiglio Elettorale Nazionale (CNE), Diana Atamaint, ha assicurato che le elezioni presidenziali e legislative si svolgeranno il 20 agosto e, visti gli eventi più recenti, rafforzeranno la sicurezza.
Tuttavia, molti analisti ritengono che le votazioni potrebbero essere rinviate fino a quando non sarà garantito un livello di sicurezza nella nazione sudamericana.
In questo senso, l’esperto elettorale Fausto Camacho, in dichiarazioni per l’emittente Radio Pichincha, ha affermato che la decisione di continuare o meno con il processo elettorale nelle date stabilite è nelle mani del Consiglio di Sicurezza dello Stato.
Tuttavia, il Codice della Democrazia nel paese andino, al suo articolo 112, stabilisce che, se un candidato muore o si trova in una situazione di comprovata disabilità fisica, mentale o legale, l’organizzazione politica o l’alleanza che sponsorizza questa candidatura può sostituirla con un altro candidato della stessa organizzazione politica o alleanza.
L’assassinio di Villavicencio è avvenuto meno di due settimane prima delle elezioni, quindi, secondo il regolamento, le schede già stampate non possono essere modificate.
Pertanto, il CNE ha spiegato che il Movimento Construye, a cui apparteneva la vittima, deve ora designare un nuovo candidato in sostituzione di Villavicencio e verranno utilizzate le schede già stampate, conteggiando i voti espressi per il candidato precedentemente registrato per il nuovo candidato.
In altre parole, la fotografia e il nome di Villavicencio rimarranno sulla scheda elettorale.
Nei video che circolano sui social network, alcuni addirittura incolpano l’ex presidente ecuadoriano Rafael Correa (2007-2017) ed i suoi alleati per quanto accaduto, anche senza prove di tale incriminazione.
L’assassinio cerca di delegittimare un’elezione che la destra aveva già perso, ha affermato l’economista e analista David Villamar in riferimento alla possibile vittoria del movimento Correísta Revolución Ciudadana (RC) nelle votazioni.
Nel frattempo, l’esperto di diritto costituzionale Alberto Montenegro ha ritenuto che solo un demente potrebbe pensare che dietro quanto accaduto ci potesse essere il movimento di Correa.
Chi, con un’intenzione di voto del 44%, potrebbe screditarsi, sapendo che ci sarebbero alcune persone senza cervello che potrebbero “ritenerli responsabili?”, si è chiesto Montenegro.

Ig/nta

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