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Ex governante de facto accusata in Bolivia per nomina illegale

La Paz, 22 ago (Prensa Latina) L'ex presidentessa de facto della Bolivia (2019-2020) Jeanine Áñez è stata formalmente incriminata oggi per la nomina illegale della cugina, Karina Leiva Áñez, come dirigente della Empresa Boliviana de Alimentos (EBA).

Il Pubblico Ministero ha confermato con atto giudiziario che gli si imputa di nomina illegittima, deliberazioni contrarie alla Costituzione ed alle leggi, violazione dei doveri e anticipazione o proroga delle funzioni durante il suo mandato incostituzionale.
Secondo la Procura, tale processo si svolge attraverso i canali ordinari ed i propri rappresentanti sono in attesa della fissazione della data e dell’ora del processo, secondo la procedura penale.
Un rapporto universitario presentato dal Pubblico Ministero conferma che Leiva Áñez è una studentessa di giurisprudenza ed è al suo sesto semestre, il che conferma che la sua nomina era irregolare perché non soddisfaceva il requisito di essere una laureata di livello superiore.
Detenuta nel carcere di Miraflores, a La Paz, con una condanna definitiva a 10 anni per la rottura della successione costituzionale nel novembre 2019, l’ex senatore è perseguito anche nel fascicolo Colpo di Stato I.
L’inchiesta in questo ultimo processo affronta la trama che ha portato alle rivolte che hanno costretto alle dimissioni l’ex presidente Evo Morales nel novembre 2019, imposto un governo di fatto e portato a massacri con un bilancio di 38 morti, migliaia di feriti, torturati e detenuto illegalmente.
A fine novembre del 2022, l’avvocato del Comitato di promozione della giustizia in Bolivia, Aldo Michel, ha messo in guardia contro i tentativi di convertire un processo di corruzione contro Áñez in un processo privilegiato di responsabilità.
Michel ha poi criticato quella che ha definito “una manovra che si teneva da tempo”, volta a trasformare in una responsabilità il processo denominato Caso Eba.
Interrogato oggi da Prensa Latina sul ruolo del Comitato per la promozione della giustizia in Bolivia, Michel ha insistito sul fatto che il suo obiettivo cardine è la lotta contro l’impunità.

Ig/jpm

 

 

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