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Bolivia ha esercitato un diritto sovrano rompendo le relazioni diplomatiche con Israele

Mosca, 1° nov (Prensa Latina) L'ambasciatrice boliviana in Russia, María Luisa Ramos, ha assicurato oggi che il suo governo ha esercitato un diritto sovrano rompendo le relazioni diplomatiche con Israele, in segno di sostegno e solidarietà con Palestina.

“La decisione sovrana della Bolivia di rompere le relazioni con lo stato di Israele è una decisione autonoma. È una decisione che Bolivia prende basandosi principalmente sui suoi principi morali e sulla solidarietà con il popolo palestinese, con lo stato palestinese. Non siamo sorpresi dalla qualificazione che il governo israeliano dà alla nostra decisione sovrana”, ha spiegato la diplomatica in un’intervista a Prensa Latina.
Dopo la decisione di La Paz, le autorità di Tel Aviv hanno dichiarato che con questo passo la nazione sudamericana si allinea con Hamas e sostiene il terrorismo.
Di fronte a queste affermazioni, Ramos ha sostenuto che quando qualcuno non ha modo di giustificare le proprie decisioni, le proprie azioni, ricorrerà agli insulti ed alle calunnie.
“Devo dire che questo non ci spaventa perché la determinazione del governo boliviano si basa sui suoi principi, e non su misure o calcoli politici, o per vedere chi reagisce e chi no, riguardo ad una qualsiasi delle nostre decisioni”, ha sottolineato.
“Condanniamo profondamente il fatto che bambini, donne, intere famiglie e persino membri dell’ONU siano stati vittime dei crimini di Israele, questo deve attirare la nostra attenzione e spingerci ad agire di più”.
C’è una terribile inerzia da parte delle Nazioni Unite. “Questo è ciò che preoccupa molto Bolivia, perché non è possibile che, di fronte a così tante morti, di fronte a così tanta distruzione, si commettano tanti crimini contro l’umanità, e che all’interno di questa organizzazione non si prendano decisioni per il bene dell’umanità stessa”, ha sentenziato.
Ramos ha sottolineato che è ora di costringere con i fatti la potenza occupante a fermare questi atti.
Alla domanda se le recenti dimissioni del direttore dell’Ufficio dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, Craig Mokhiber, che ha accusato l’organizzazione di non aver adempiuto ai propri doveri, siano sembrate una finestra sul risveglio dell’Occidente di fronte a così tanti massacri, ha detto l’ambasciatrice che personalmente non è ottimista.
“Credo che in ogni caso sia stata l’impotenza di non riuscire a fare ciò che si ritiene giusto. Vorrei tanto che fosse come un risveglio, ma purtroppo in questo senso sono meno ottimista”, ha concluso.

Ig/odf

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