martedì 28 Maggio 2024
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Brigata di Solidarietà 1° maggio: uniti per cause giuste e per il desiderio di conoscere Cuba

L'Avana, 23 apr (Prensa Latina) Alcuni arrivano a Cuba per la prima volta, altri sono già esperti e parlano cubano; oggi sono uniti da sentimenti umanitari, dall’adesione alle cause giuste e dal desiderio di conoscere la realtà della nazione caraibica.

Più di 280 amici provenienti da 24 nazioni compongono la XVII Brigata Internazionale di Solidarietà e di Volontariato 1° maggio e quella canadese Ernesto Che Guevara, convocate dall’Istituto Cubano di Amicizia con i Popoli (ICAP).
Secondo il programma dell’ICAP, i membri di entrambe le brigate realizzeranno giornate di lavoro principalmente agricolo ed accompagneranno le celebrazioni in occasione della Giornata Internazionale dei Lavoratori a Cuba, il 1° maggio.
“Volevamo vedere come vivono i cubani e partecipare con loro alle attività del 1° maggio, un giorno molto importante per tutti i popoli del mondo”, ha detto la giovane Alexandra Valai, greca.
Valai ha sottolineato che Cuba è fonte di ispirazione per tutte le nazioni in materia di diritti umani e del lavoro; ecco perché il suo interesse e quello della sua delegazione è trasmettere questa mentalità di solidarietà e umanità.
Ha dichiarato che prima di venire conosceva elementi della storia cubana ed aveva visto numerosi documentari e che come veterinaria è interessata a conoscere la conservazione della fauna selvatica e la protezione dell’ambiente nella nazione caraibica.
La peruviana Blanca Alcántara, di Trujillo, ha affermato che in Perù non si conosce com’è veramente Cuba, quindi ha voluto vedere e parlare in base alla propria esperienza.
Alcántara ha confessato che venire a Cuba è stata una promessa fatta a suo marito, che ha studiato qui e le ha raccontato meraviglie dell’isola ed ha aggiunto: “aveva ragione, la gente è molto umanitaria e c’è molta fratellanza tra tutti e questo mi affascina”.
Per tutti i partecipanti alla brigata, indipendentemente dal luogo di origine, è essenziale pronunciarsi contro il bloqueo imposto dagli Stati Uniti contro Cuba, che si è inasprito negli ultimi anni e l’inclusione dell’isola nella lista unilaterale dei paesi che sponsorizzano il terrorismo.

Ig/ebe

 

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