martedì 18 Giugno 2024
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I giornalisti argentini denunciano la politica di Javier Milei

Buenos Aires, 7 giu (Prensa Latina) Più di duemila addetti stampa in Argentina hanno firmato una lettera in cui denunciano il "grave impatto sulla libertà di espressione" delle misure del presidente Javier Milei, hanno riferito oggi le organizzazioni sindacali.

Il documento è stato preparato dall’Unione della Stampa di Buenos Aires, dalla Federazione dei Lavoratori del settore, dalla Confederazione dei Media Cooperativi e Comunitari, dal Fronte Culturale Federale, dall’Associazione dei Reporter Grafici e da altri gruppi, che terranno oggi un incontro presso la sede dell’agenzia di stampa Télam.
Il testo si intitola “Niente da celebrare: un giorno del giornalista senza libertà di espressione” e sarà letto alle 13:30 ora locale.
L’Argentina sta vivendo uno dei momenti peggiori per l’esercizio della professione negli ultimi 40 anni di vita democratica. In questi primi sei mesi, il rapporto del governo con il giornalismo e con i mass media è stato evidenziato dalle continue lamentele e attacchi del presidente, si legge nella lettera.
Inoltre, denuncia “una violenta repressione della copertura mediatica, la restrizione dell’accesso a eventi di interesse pubblico, il soffocamento dei media privati commerciali e no-profit in seguito all’eliminazione della linea guida ufficiale e la paralisi del Fondo di sviluppo competitivo per il settore audiovisivo”.
A ciò si aggiunge una politica di distruzione degli enti pubblici, il tentativo di chiusura di Télam, la cancellazione dei siti e delle reti di Radio Nacional, Televisione Pubblica, Public Contents S.E., e in particolare un attacco al suo ruolo federale, alle emittenti ed ai corrispondenti di agenzia.
Ci sono stati anche attacchi informatici parastatali coordinati contro i comunicatori, aggiunge.
Il documento indica che questi eventi sono in linea con una politica di aggressione contro la cultura, che comprende lo smantellamento dell’Istituto Nazionale del Cinema e delle Arti Audiovisive, lo svuotamento dell’Agenzia Nazionale per le Comunicazioni e il divieto di ogni discorsività volta a non riprodurre la disuguaglianza di genere.

Ig/gas

 

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