“Non si può essere più spregevoli perché è impossibile”, ha scritto la presidente dell’organizzazione, Luisa González, sui suoi social media dopo che Noboa ha mostrato l’ex vicepresidente in tuta arancione mentre arrivava in prigione, accompagnato dal messaggio che altri criminali sarebbero arrivati presto nel nuovo penitenziario.
Anche l’ex presidente Rafael Correa ha criticato le azioni del presidente, definendolo “sfacciato” per aver creato uno “spettacolo”.
Nel frattempo, la prefetta di Pichincha, Paola Pabón, ha inviato un messaggio di solidarietà all’ex vicepresidente, augurandogli “vera giustizia”.
Da parte sua, la deputata Viviana Veloz ha denunciato Noboa per aver usato Glas come strumento politico in vista del referendum di domenica 16 novembre.
“Ogni volta che i sondaggi vanno male per lui, usa Jorge Glas come trofeo. Non c’è umanità, solo miseria. Quando il potere perde la sua anima, la crudeltà diventa il suo linguaggio”.
L’ex vicepresidente, detenuto nel carcere di La Roca a Guayaquil, è uno dei 300 prigionieri trasferiti nel nuovo carcere di massima sicurezza situato nella provincia costiera di Santa Elena.
L’avvocato Sonia Vera, del team legale di Glas, ha descritto il trasferimento come una violazione delle misure provvisorie concesse all’ex vicepresidente dalla Corte Interamericana dei Diritti Umani, che gli vietano le apparizioni pubbliche e richiedono garanzie per la sua incolumità fisica.
A suo avviso, la pubblicazione delle immagini di Glas in carcere, “accompagnata da espressioni di scherno e derisione”, non è stata un’esagerazione mediatica, ma un atto dello stato che compromette la responsabilità internazionale dell’Ecuador.
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