Il fondatore del movimento cubano della Nueva Trova e autore di canzoni emblematiche come “La gota de rocío”, “Unicornio azul, “Óleo de una mujer con sombrero”, e “El necio”, tra le altre, ha anche inaugurato una mostra fotografica con immagini scattate durante il suo recente tour in Cile, Argentina, Uruguay, Perù e Colombia.
Nella sua prima esibizione, al Cinema Camilo Cienfuegos insieme ad altri trovatori invitati, Silvio ha partecipato al programma televisivo “Entre manos”, condotto da Marta Campos e Rey Montalvo.
Tra coloro che hanno eseguito le sue composizioni c’erano Alejandro Valdés, Anabel López, Irina González, Roly Berrío, Maikel Elizarde, Leonardo García, Trío Palabras, Kikere de Cisneros e un saluto del maestro Rachid López, dal Messico.
In questo spettacolo, Silvio Rodríguez, accompagnato alla voce ed al pianoforte dalla figlia Malva ed al flauto dalla moglie Niurka González, ha rivisitato i testi degli amati trovatori con le loro canzoni, tra cui quelle di Noel Nicola e Pablo Milanés.
Sabato, nella Sala Caturla della Biblioteca Provinciale José Martí, Silvio ha accettato un’intervista con il giornalista, ricercatore e critico musicale Joaquín Borges Triana, aperta al pubblico.
“L’incertezza che a volte si prova quando si crea, il chiedersi se si sta facendo bene o male. Quell’ansia accompagna ogni canzone che ho scritto; è quell’insoddisfazione, quella paura di sbagliare, che è umana”, ha spiegato Silvio Rodríguez.
Ha rivelato di essere sempre stato un tipo casalingo, ma ogni giorno ha qualcosa in sospeso nello studio Ojalá; la parte del suo lavoro che più gli piace non è mostrare ciò che fa, ma farlo. “E se ho qualcosa in sospeso, è diventare un orchestratore migliore”, ha concluso.
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