Non è la prima volta che Cuba piange i suoi figli. La lunga fila di persone che oggi attende di rendere omaggio vicino alla sede del Ministero delle Forze Armate Rivoluzionarie (FAR) a L’Avana ricorda i tragici giorni del dicembre del 1989.
Allora, persino negli angoli più remoti dell’isola, i 2.085 martiri che avevano prestato servizio in missioni militari e i 204 caduti in servizio civile in Africa furono accolti con profondo dolore attraverso quella che fu chiamata Operazione Tributo.
“…Dall’Angola porteremo con noi la profonda amicizia che ci lega a questa nazione eroica, la gratitudine del suo popolo e le spoglie mortali dei nostri amati fratelli caduti nell’adempimento del dovere…”, dichiarò il Generale d’Esercito Raúl Castro, allora Ministro delle Forze Armate Rivoluzionarie, il 12 dicembre 1976.
E le sue parole risuonano ancora una volta vere. I nostri figli, fratelli e parenti sono tornati dal Venezuela questo giovedì… ed insieme ai nostri morti e feriti, anche l’orgoglio e l’onore di non essersi mai arresi, di aver dato persino la propria vita in combattimento contro il nemico.
È un momento triste, e anche di grande rabbia, perché è stata una lotta impari, una lotta condotta da una manciata di uomini nel cuore della notte, colti di sorpresa dalla tecnologia e dall’esercito della più grande potenza imperiale mondiale, il cui governo non smette mai di invadere e vantarsi della propria potenza militare.
Ciononostante, dopo l’euforia iniziale espressa dal presidente Donald Trump per il presunto successo dell’aggressione contro Venezuela, sono state rese pubbliche alcune testimonianze di leader militari statunitensi, che hanno riconosciuto il coraggio dimostrato dagli eroi cubani.
“Sono molto tenaci, sono buoni soldati”, ha ammesso il presidente in recenti dichiarazioni.
Fonti ufficiali statunitensi e cubane hanno confermato che, di fronte ad un nemico con una netta superiorità numerica e di potenza di fuoco, i combattenti cubani, equipaggiati solo con armi leggere, non si sono ritirati di un centimetro e hanno combattuto fino all’ultimo istante della loro vita.
Sebbene fossero chiaramente in inferiorità numerica, secondo i resoconti dei media statunitensi, “hanno opposto una feroce resistenza ed, in un istante, si sono uditi spari ovunque”.
Fox News ha riferito che durante lo scontro, un elicottero militare statunitense è stato gravemente danneggiato e diversi soldati sono rimasti feriti.
“Fa così male”, era ripetuto ricorrentemente sui social media questo giovedì, per Venezuela e per Cuba, dolore e lacrime scorrono in tutta l’isola dal 3 gennaio. E “non c’è niente di più essenziale, di più fondamentale, che rendere omaggio ai nostri morti”, ha scritto un collega a nome di tutti.
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