In una dichiarazione, il Ministero degli Esteri turco ha denunciato l’operazione, affermando che si è verificata mentre le navi erano in rotta verso la Striscia di Gaza con l’obiettivo di rompere il blocco e consegnare aiuti umanitari.
“L’attacco delle forze israeliane in acque internazionali contro la flottiglia costituisce un atto di pirateria”, sottolinea il comunicato, aggiungendo che l’azione viola il diritto internazionale ed i principi umanitari.
Il comunicato indica inoltre che l’intercettazione viola la libertà di navigazione nelle acque internazionali e sollecita la comunità internazionale ad adottare una posizione unitaria contro quello che definisce un atto illegale.
Il ministero ha dichiarato di essere in coordinamento con i paesi coinvolti per monitorare la situazione dei cittadini turchi e degli altri partecipanti a bordo delle imbarcazioni.
Secondo gli organizzatori dell’iniziativa, le forze israeliane hanno sequestrato più di venti imbarcazioni in alto mare, al largo della costa greca, mentre altre hanno proseguito il loro viaggio.
La missione, denominata Primavera 2026, era partita dalla Sicilia con lo scopo di consegnare aiuti umanitari a Gaza e denunciare la situazione in questo territorio.
Si tratta della seconda iniziativa di questo tipo, dopo un tentativo del 2025 anch’esso intercettato da Israele, che portò all’arresto e alla successiva deportazione di centinaia di attivisti.
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