Durante la conduzione del podcast “Dalla Presidenza”, dedicato all’analisi dei progressi delle 176 trasformazioni economiche e sociali, il presidente ha sottolineato che “ci troviamo in un momento di urgenza, in condizioni di guerra contro Cuba”.
Ha descritto questo scenario come una guerra di quarta generazione, con misure coercitive in escalation, volte a strangolare l’economia.
Il dignitario ha denunciato che l’isola sta affrontando una guerra multidimensionale, che comprende aspetti economici, ideologici, culturali e comunicativi.
Díaz-Canel ha sottolineato che il paese ha lavorato con diligenza e responsabilità per portare avanti le trasformazioni, il cui obiettivo fondamentale è quello di liberare il potenziale economico senza trascurare lo sviluppo sociale.
“La sfida è significativa, ma non ci fermeremo”, ha affermato il presidente, che ha ribadito l’impegno per rimanere coerenti e costanti con i cambiamenti.
Ha considerato che “la continuità della Rivoluzione è la miglior prova che siamo sulla strada giusta, perché siamo stati oggetto di un attacco spietato, di un’aggressione senza pietà, di una pratica genocida e criminale da parte dell’amministrazione degli Stati Uniti.”
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