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Gaza seppellisce i resti di 75 vittime, mentre migliaia restano ancora intrappolate sotto le macerie

Gaza, 20 ott (Prensa Latina) Centinaia di palestinesi hanno partecipato al funerale di 75 persone, tra cui donne e bambini, i cui resti sono stati recuperati dalle case distrutte da Israele nel quartiere di al-Daraj, a nord-est della città di Gaza.

I resti, esposti in una piazza, sono stati coperti con bandiere palestinesi affinché i parenti potessero dare l’ultimo saluto prima della sepoltura, nel cimitero di Sheikh Radwan a Gaza.
Abdullah al-Majdalawi, direttore delle pubbliche relazioni e dei media della Protezione Civile in questo centro urbano, ha spiegato che i resti sono stati recuperati nelle settimane scorse dalle macerie di diverse case bombardate dall’esercito israeliano nei primi mesi dell’offensiva.
Secondo il funzionario, gli edifici ospitavano membri di circa 20 famiglie palestinesi, alcuni residenti della zona ed altri sfollati, tra cui le famiglie Qassem, al-Zaytouniya, Attallah, al-Qahwaji, al-Khudari ed Alwan.
Il portavoce della Protezione Civile, Mahmoud Basal, ha specificato che le ricerche sono durate circa 30 giorni ed hanno portato al recupero dei resti di 75 persone su circa 100, che si presume siano sepolte sotto gli edifici distrutti.
Ha aggiunto che tra le vittime figurano bambini, donne, donne incinte ed anziani, la cui identità è stata confermata grazie alla collaborazione con gli specialisti forensi.
Basal ha fatto notare che quasi 8.000 corpi giacciono ancora sotto le macerie nella Striscia di Gaza, di cui circa 4.000 in aree sotto controllo militare israeliano, dove l’accesso per le squadre di soccorso è particolarmente difficile.
Ha inoltre messo in guardia dal rischio che i defunti vengano sepolti in fosse comuni non identificate, definendo la situazione una catastrofe umanitaria.
Secondo le agenzie governative e le fazioni palestinesi, Israele ha ostacolato l’ingresso di mezzi pesanti e macchinari, come previsto dalla prima fase dell’accordo di cessate il fuoco in vigore nella Striscia di Gaza dal 10 ottobre 2025.

Ig/mche

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