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Sistema carcerario brasiliano aumenta l’abisso sociale, dice ricercatrice

Brasilia, 6 gen (Prensa Latina) Più che la disuguaglianza economica, sociale e razziale, il degradante regime penitenziario brasiliano riflette oggi l'abisso esistente in termini di accesso alla giustizia ed alla garanzia dei diritti fondamentali, ha affermato la ricercatrice Camila Nunes Dias. 

 
“Per descrivere in una frase il sistema carcerario del Brasile, io direi che è una macchina per distruggere le persone, per calpestare la sua dignità, la sua salute ed i suoi sogni”, riassunse la professoressa universitaria dell’Università Federale dell’ABC di Sao Paulo. 
 
Intervistata dal portale web Vermelho, del Partito Comunista del Brasile (PCdoB), a proposito del massacro successo all’inizio di questo anno nel Complesso Penitenziario Anisio Jobim, in Manaus (Amazonas), dove sono morte 56 persone, Nunes Dias riconobbe che è difficile descrivere lo scenario attuale delle prigioni nel paese. 
 
“È un sistema molto grande, con particolarità diverse in ogni stato, ma con qualcosa in comune in tutti i casi: le condizioni pessime, degradanti, dell’incarceramento”, ha sentenziato la membro del Nucleo di Studi della Violenza dell’Università di Sao Paulo. 
 
“Le istituzioni carcerarie non fanno nulla, salvo sottomettere a sofferenze, violare i diritti dei reclusi e stigmatizzarli, imputandoli o approfondendo in loro un’identità da delinquente”, indicò. 
 
La ricercatrice ha inoltre sottolineato che non si può ridurre la violenza mantenendo gli abissi sociali, culturali, economici e politici esistenti. 
 
Ieri, il titolare in funzioni della Procura Generale della Repubblica (PGR), Nicolao Dino, annunciò che investigheranno il sistema carcerario negli stati di Amazonas, Rio Grande do Sul, Pernambuco e Rondonia, al fine di determinare possibili inadempimenti delle norme costituzionali. 
 
Ig/mpm

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